Viterbo – (sil.co.) – “Ci hanno fatto una multa ingiusta di oltre 500 euro”. Sono costate care le uova di Pasqua a una coppia di genitori viterbesi multati sabato 11 aprile all’uscita dal piazzale dell’Ipercoop. Dall’altra parte del telefono Sara Abatecola, una trentenne viterbese, mamma di tre figli di 11, 9 e 2 anni. La mattina della vigilia di Pasqua è stata fermata dalla polizia stradale mentre si trovava in macchina col compagno lungo via della Palazzina.
“Ci hanno fatto una contravvenzione di 535 euro dicendo che era perché eravamo andati in due al supermercato. Ma non è vero. Solo io sono entrata dentro l’Ipercoop a fare la spesa, mentre il mio compagno e padre dei miei tre bambini è rimasto fuori in macchina ad aspettarmi. Lui mi ha solo accompagnata in auto perché sarebbe stato complicato portare a casa a piedi le ingombranti buste con dentro le uova di Pasqua e la spesa. Era la prima volta che uscivo, perché da quando hanno chiuso le scuole, non ero mai più uscita”, spiega Sara.
“Abbiamo lasciato per una volta i bambini con la nonna, mia mamma, che vive con noi. Sono voluta andare io di persona perché mi faceva piacere potere essere io, la mamma, a scegliere almeno le uova di Pasqua, uno per ciascuno di loro. Poi ho fatto un po’ di spesa, solo generi di prima necessità, perché dentro il supermercato gli altoparlanti invitavano a fare presto, mi sentivo in imbarazzo ad attardarmi tra gli scaffali, per cui ho fatto tutto di corsa. Inoltre mi servivano anche certi pannolini speciali per la piccola di 2 anni, che soffre di eritema, per cui non vanno bene tutti. Tra l’altro quelli della marca che servivano a me erano anche terminati”, dice Sara.
“Fatto sta che poco dopo le dieci ero già a pagare alla cassa, sullo scontrino c’è l’orario delle 10,15. Ho messo la spesa sul sedile posteriore e siamo partiti per tornare a casa. Quando ci hanno fermato i poliziotti, alle 10,30, lì per lì li sono anche stata contenta, li ho ringraziati, perché voleva dire che stavano facendo i controlli. Ma quando ci hanno fatto il verbale perché secondo loro eravamo andato in due a fare la spesa al supermercato per cui avevamo contravvenuto la quarantena, mi sono sentita vittima di una ingiustizia”.
“Erano tre pattuglie, sei poliziotti, tutti attorno a noi due, che apparteniamo allo stesso nucleo familiare, come se avessimo fatto chissà che cosa. Non hanno neanche voluto vedere lo scontrino, né le tessere sanitarie dei miei figli, che volevo mostrargli perché sembrava che non ci credessero che eravamo i genitori di tre bambini. Io mostravo dal finestrino le buste sul sedile posteriore e gli dicevo di andare a cercare chi veramente usciva senza un valido motivo, per andare a spasso o a fare Pasqua fuori casa, e loro ci hanno fatto una sanzione di 535 euro”, sottolinea Sara.
Ieri mattina, primo giorno utile dopo Pasqua e Pasquetta, ha chiamato al telefono la prefettura: “Sono stati gentili, spiegandomi però che, in base al verbale, la multa era perché eravamo andati in due al supermercato. E io a dire che non è così, che mio marito mi ha solo dato un passaggio in macchina per via delle buste dal contenuto fragile e ingombrante. Nel verbale mio marito viene indicato come ‘il trasgressore’, solo per avermi accompagnata in auto a fare la spesa e avare aspettato fuori. Io gli ho spiegato che non era giusto multare di oltre 500 uro una coppia di genitori di tre figli che non hanno fatto niente di male”.
“Sono andata anche alla stradale, in via Palmanova. Mi hanno ricevuta e ascoltata. A parole mi hanno dato tutti ragioni. Ma lo sa come è andata a finire? Che per evitare, forse, di dover pagare una sanzione ingiusta adesso dobbiamo fare ricorso. Per cui mio marito domani (oggi, ndr) dovrà uscire di nuovo per presentarlo, nella speranza che finisca bene. Io so solo che, in un momento nero come questo, mi hanno rovinato anche la Pasqua. A me e a tutta la mia famiglia.Ero uscita dopo oltre un mese, ero felice di avere comprato personalmente le uova ai miei bambini, invece mi hanno mandato tutto di traverso.Non è giusto, provo una rabbia, un senso di impotenza che non si può descrivere”, conclude Sara.
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