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Economia - Per Mario Malerba (Cisl Fp) il bonus è da estendere a tutti gli operatori sanitari che sono esposti quotidianamente

“Indennità Covid anche a chi fa attività di emergenza”

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Mario Malerba

Mario Malerba

Viterbo – “Indennità Covid anche a chi fa attività di emergenza”. Per Mario Malerba (Cisl Fp) il bonus è da estendere a tutti gli operatori sanitari che sono esposti quotidianamente.

“La prima regione – dice Malerba – a introdurre questo incentivo, è stata la Toscana che ha fatto un accordo, suddividendo in tre fasce il personale: a, b, c, ossia alto, medio e basso rischio. Poi si era ripromessa, ma non so a che punto stanno, di estendere l’accordo anche al privato accreditato e al terzo settore, quindi a tutte le cooperative che hanno vinto una gara fatta per i trasporti per l’emergenza e che lavorano per la regione”.

A pensarci bene, “oggi qualsiasi operatore sanitario è esposto e dirò di più. L’operatore che sta al Covid ha tutti i dispositivi e le attenzioni perché sa chi ha davanti, chi invece si vede passare in reparto i pazienti o i visitatori è sottoposto a un rischio che può essere sconosciuto.

Non ci rientrano nemmeno quegli operatori che lavorano per un’azienda che ha vinto una gara in Regione per fare attività di emergenza e sono in convenzione. Per loro, non è prevista l’indennità minima e invece sono esposti anche loro nei soccorsi, nei trasporti e negli interventi in generale. 

Non sono compresi nell’accordo regionale del 10 aprile che per me è un punto di partenza che deve essere incrementato il più possibile, perché tutti gli operatori sono a rischio.

In tutto questo, ipotizzo anche una fascia C non prevista che dovrebbe comprendere tutti gli altri operatori della sanità pubblica che comunque sono esposti basti pensare al recente contagio di operatori e pazienti del presidio ospedaliero di Tarquinia e gli undici operatori del laboratorio analisi di Belcolle.

Per quello che mi riguarda, quindi, c’è tutta la volontà di ampliare la platea dei beneficiari dell’indennità Covid, perché oggi non è possibile escludere chi lavora in queste condizioni, senza nemmeno l’indennità minima di malattie infettive di 5,16 giornalieri”.  


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20 aprile, 2020

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