Riceviamo e pubblichiamo – E’ stato un successo di pubblico il 90esimo compleanno della cooperativa Cesare Battisti di Vetralla che è coinciso con l’apertura della bottega di campagna amica e con l’inaugurazione del nuovo impianto per la molitura delle olive, impianto all’avanguardia sia per la capacità di far conservare all’olio caratteristiche organolettiche superiori alla media grazie alla riduzione dei tempi di estrazione, che per la particolare attenzione verso l’ambiente con una notevole riduzione dei consumi energetici.
La giornata si è aperta con l’arrivo di Lino Fumagalli, vescovo di Viterbo, che ha visitato la bottega e gli impianti della cooperativa, ed ha poi impartito la benedizione perché la cooperativa rappresenti un luogo dove le persone lavorano, raccolgono i frutti delle loro fatiche in campagna e andranno anche a fare la spesa.
La proiezione di un filmato sulla storia della cooperativa ha dato il via alla parte convegnistica moderata dal presidente Enrico Dolci con il saluto del sindaco e delle autorità politiche presenti, del presidente della Camera di commercio Felindo Palombella, per poi arrivare alla parte più tecnica di illustrazione dei nuovi macchinari da parte di Micheli Stillavati, amministratore delegato della Amenduni Spa, azienda fondata nel lontano 1905, con una forte dedizione per il mercato oleario che, combinata con l’esperienza nella costruzione e con le esigenze degli utilizzatori ha portato l’azienda ad essere leader in Italia e nel mondo.
Le conclusioni sono state affidate a Leonardo Michelini, presidente della Coldiretti di Viterbo che nel ringraziare tutti gli intervenuti ha rimarcato come la cooperativa Cesare Battisti sia l’esempio di sana cooperazione che sa fare investimenti anche senza interventi pubblici e “mettendoci la faccia”.
“L’apertura di una bottega di campagna amica rappresenta di per sé un valore che si moltiplica con la consapevolezza di far parte di un sistema nazionale che offre al consumatore la possibilità di trovare su banchi e scaffali sempre e soltanto prodotti di origine italiana di alta qualità, ma anche per consentire agli agricoltori di vendere finalmente al prezzo giusto e concordato.
La cooperativa Cesare Battisti rappresenta un importante momento di esaltazione della territorialità delle produzioni olivicole della Tuscia che favorisce lo sviluppo dell’economia locale, e che va presa ad esempio da chi ancora oggi ritiene che l’omologazione dei prodotti sia il modo migliore per abbattere i costi della spesa.
Questa è una delle botteghe che stiamo aprendo in Italia – conclude Michelini –, è uno degli esempi concreti che Coldiretti sta portando avanti, cercando di trovare soluzioni ai problemi degli agricoltori. La vendita diretta consente alla filiera di accorciarsi e di evitare i passaggi intermedi che fanno perdere valore aumentando i costi e le speculazioni, crea occupazione ed evita il furto di identità garantendo il prodotto italiano.
Negli ultimi anni la quota che resta all’agricoltore nella filiera si è ridotta troppo, dobbiamo farla crescere con la consapevolezza che dentro l’agroalimentare e il settore agricolo c’è un pezzo del futuro del Paese. E’ importante valorizzare quello che produciamo soprattutto per una provincia agricola come Viterbo sapendo bene che è unico ed eccellente”.
Coldiretti Viterbo
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