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Economia - Il presidente Confcommercio Lazio Nord Leonardo Tosti sulla fase 2 del Coronavirus

“Decretata la condanna a morte di migliaia di imprese, rischio di crisi totale”

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Leonardo Tosti

Leonardo Tosti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dpcm 26 aprile, decretata la condanna a morte di migliaia di imprese, rischio di crisi totale.

Nel discorso di Conte, nessuna certezza, sugli aiuti economici, nessuna visione complessiva sulla gravità dello “tsunami” che si sta abbattendo sul sistema delle imprese e più in generale sulla nostra società, e ancora tanta confusione.

Solo autocelebrazioni su recovery found, ringraziamenti a pioggia ai vari comitati e task force, conditi degli ormai consueti aggettivi a partire dall’ormai irrinunciabile “poderosa”, ma stavolta con un inquietante “non consentiremo”; un errore di comunicazione oppure un inizio di deriva autoritaristica in nome di una presunta conoscenza a noi non nota di estrema gravità sanitaria?

La realtà è che i dipendenti aspettano ancora la cassa integrazione, la “poderosa liquidità” stenta a decollare, l’assegno di 600 euro è meno di una mancetta e di indennizzi, contributi a fondo perduto e moratoria su tasse e tributi neanche l’ombra.

La tanta annunciata e auspicata “fase due” è diventata al massimo “fase 1 e mezzo”, con timidissime aperture e interi comparti strategici lasciati nella più completa incertezza.

Sui bar, ristoranti, pizzerie, catering, intrattenimento, solo una data ipotizzata, sugli stabilimenti balneari solo un timido accenno, interi comparti neanche nominati tra cui gli ambulanti, tutto ciò produrrà solo per i pubblici esercizi altri 9 miliardi di danni che portano le perdite stimate a 34 miliardi in totale dall’inizio della crisi. Nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento Moriranno oltre 50mila imprese e 350mila persone perderanno il loro posto di lavoro. Tutto questo a dispetto sia del buon senso che della classificazione di rischio appena effettuata dall’Inail che indica i pubblici esercizi come attività a basso rischio e nonostante la categoria abbia messo a punto protocolli specifici per riaprire in sicurezza.

Le aziende con un prevedibile, anzi certo, calo del fatturato oltre il 50% minimo, saranno costrette solo a fallire.

Leonardo Tosti
Presidente Confcommercio Lazio Nord
Consigliere Nazionale Confcommercio 


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27 aprile, 2020

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