Roma – (dan.ca.) – Sono state 192.443 le aziende che, in tempi di emergenza Coronavirus, hanno presentato la comunicazione alle prefetture per poter continuare a lavorare perché importanti per garantire la continuità delle filiere delle attività non sospese oppure perché di rilevanza strategica per l’economia nazionale.
Il maggior numero di comunicazioni è stato presentato in Lombardia (23%), Veneto (16,4%) ed Emilia Romagna (16,4%). Seguono, nel centro Italia, Toscana (7,9%) e Lazio (4,5%). Al sud il maggior numero di richieste viene da Puglia (3,7%) e Campania (2%).
“Per permettere la rapida ripresa delle attività economico-produttive – spiega in una nota il ministero dell’interno – è stata prevista una procedura semplificata, che fa affidamento sul senso di responsabilità dei singoli imprenditori e che consente l’immediato avvio dell’attività con la preventiva comunicazione al prefetto che è chiamato a verificarne i presupposti. Le verifiche non devono necessariamente concludersi con un provvedimento espresso, che viene adottato soltanto nel caso in cui dagli accertamenti emerga l’insussistenza delle condizioni che legittimano l’esercizio dell’attività”.
Al 24 aprile 2020 le verifiche da parte di task force appositamente costituite in prefettura hanno riguardato 116.237 comunicazioni e hanno portato all’adozione di 2.631 (2,3%) provvedimenti di sospensione.
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