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Viterbo - Paolo Bianchini (Risorgiamo Italia) ricevuto da Arena dopo la protesta di ieri sera di ristoranti, b&b e bar contro il governo Conte

“Se apriamo falliamo, consegniamo al sindaco le chiavi”

di Daniele Camilli
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Paolo Bianchini riconsegna le chiavi a Giovanni Arena

Paolo Bianchini riconsegna le chiavi a Giovanni Arena

Paolo Bianchini riconsegna le chiavi

Paolo Bianchini riconsegna le chiavi

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Laura Belli

Laura Belli

Viterbo – “Se noi apriamo falliamo”. Con queste parole Paolo Bianchini, oste e cofondatore del movimento Risorgiamo Italia, ha consegnato simbolicamente al sindaco di Viterbo Giovanni Arena “le chiavi della nostra vita”, così le ha definite Bianchini. “Per far sentire al governo Conte il peso di tutto quello che sta accadendo”.

Le chiavi, quelle delle attività di ristorazione e bar, sono state consegnate all’interno del cortile di palazzo dei Priori in piazza del comune.

Assieme a Bianchini, c’erano anche Laura Belli in rappresentanza di Bagnaia,  Maurizio Grani per San Martino e Mauro Nunzi per i bar viterbesi.

“A queste condizioni – ha detto Bianchini – non possiamo aprire. Non possiamo riprendere le nostre attività con il 30, 40% dei ricavi, rispetto a due mesi fa, e il 100% delle spese”.

“Consegniamo a lei le chiavi delle nostre attività – ha detto Bianchini al sindaco, in attesa della delegazione sugli scalini della fontana del cortile di piazza del plebiscito – perché lei ha capito il senso della nostra protesta e le conseguenze di quanto deciso da Conte sulle attività economiche che gestiamo e il turismo della città in generale”.

“Condivido le vostre preoccupazioni – ha risposto Arena – e me ne farò portavoce nell’interesse della città che rappresento”.

Ieri sera alle 9, la protesta voluta dal movimento Risorgiamo Italia, nato a Viterbo per poi diffondersi in tutta la penisola. Suscitando anche un certo interesse anche al di fuori dei confini nazionali.

Una protesta, quella di ieri sera, che ha visto ristoranti, osterie, b&b, bar e tantissime altre attività legate agli indotti turistici del territorio alzare simbolicamente le serrande dei propri locali e accendere le luci. “Per dire no – ha sottolineato Bianchini – a scelte, come quelle contenute nel decreto della fase due contro il Coronavirus, che di fatto ci fanno chiudere. Compromettendo definitivamente il futuro nostro, delle nostre famiglie, dei nostri figli e di tutte le comunità cittadine.

Non possiamo riaprire le nostre attività con queste regole. A fronte di una crisi economica generale e di due mesi di chiusura che ci hanno prosciugato. Riaprire con queste regole, tra distanziamento sociale e barriere di plexiglass, tanto per citarne alcune, significherebbe chiudere il giorno dopo”.

La protesta di ieri sera, secondo i dati degli organizzatori, ha mobilitato 200 mila attività in tutta Italia. “A Viterbo – ha poi ribadito Bianchini – la partecipazione è stata totale”.

Daniele Camilli


– “Una rivoluzione romantica contro il governo Conte…”


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29 aprile, 2020

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