Viterbo – Abbandonata dagli uomini e senza controlli, la città di Viterbo si riempie di macchine. Parcheggiate un po’ come gli pare al padrone che, in tempi di Coronavirus, pare proprio attaccare l’auto dove più gli conviene. E rigorosamente in divieto di sosta. Quello, infatti, il governo Conte non l’ha ancora sospeso.
Basta farsi un giro per Viterbo e la cosa salta, almeno dovrebbe, subito agli occhi.
Viterbo – Parcheggio selvaggio a Corso Italia
Soprattutto a Corso Italia, libera dalla Ztl, scambiata né più né meno per un parcheggio. Come al Sacrario, a porta romana oppure a piazza del teatro.
Viterbo – Parcheggio selvaggio a Corso Italia
In questi giorni, lungo la via del commercio, quello che resta, della città dei papi, ci saranno state una quarantina di automobili. Una di seguito all’altra. Dall’altezza di piazza Giuseppe Verdi fino a piazza del comune, via Roma inclusa. Tanto ormai, con la polizia locale, a ranghi ridotti e impegnata tutta a controllare le autorizzazioni a circolare a piedi, sembrerebbe non fregare niente a nessuno.
Viterbo – Parcheggio selvaggio in un vicoletto
Corso Italia, piazza delle erbe, via Saffi, via dell’orologio vecchio e pure qualche vicoletto all’interno. Parcheggi creati e anche un po’ a c…o di cane.
Viterbo – Parcheggio selvaggio piazza delle erbe
Il negozio è chiuso, e la macchina di fronte sta lì a fare da abbellimento. Il turismo, per il Covid, è collassato, e l’automobile diventa un’appendice del monumento. E l’esempio di una città, e un paese, difficile da cambiare.
Daniele Camilli
Fotogallery: Parcheggi selvaggi nella città abbandonata
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