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Viterbo - I consigli del dottor Enrico Zonghi, primario di oculistica al Belcolle, per evitare disturbi agli occhi e affaticamento

“Smart working e lezioni da casa: fate pause, usate schermi grandi e a distanza “

di Maurizia Marcoaldi
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Enrico Zonghi

Enrico Zonghi

Viterbo – “Fare delle pause, usare schermi grandi e guardare cellulare e pc da una certa distanza”. Sono questi i tre principali consigli che il dottor Enrico Zonghi, primario di oculistica a Belcolle, raccomanda per evitare un affaticamento della vista.

In quasi due mesi di lockdown, molti italiani lavorano da casa con lo smart working. I ragazzi invece proseguono le lezioni scolastiche con la didattica a distanza. Sono quindi notevolmente aumentate le ore passate davanti al pc o ai cellulari. Il rischio? Quello di piccoli disturbi della vista.

“E’ consigliabile – spiega Zonghi – una pausa di un minuto per ogni 20 minuti di attività davanti al pc o al cellulare. E’ poi importante che ogni due ore si faccia una pausa di 15 minuti. Preferibile inoltre uno schermo grande rispetto a uno piccolo e mantenere una distanza dal pc di almeno di 50 o 60 centimetri”.

Piccole accortezze che però possono evitare fastidi e rendere il lavoro da remoto più confortevole.

In questo periodo di pandemia molti italiani stanno sperimentando lo smart working e i ragazzi la didattica a distanza. Tante ore di lavoro davanti al pc possono comportare dei piccoli fastidi o disturbi visivi?
“In realtà l’uso corretto del videoterminale e del telefono cellulare normalmente non porta a grossi problemi di vista o a disturbi temporanei. Certamente però parliamo di un uso corretto e quindi che non sia particolarmente prolungato. I dispositivi vanno infatti sempre utilizzati con le dovute precauzioni e attenzioni”.

Quali possono essere queste precauzioni?
“In questo ci rifacciamo un po’ al mondo del lavoro dove esistono i videoterminalisti da tanti anni. Una delle caratteristiche principali per salvaguardare gli occhi dei videoterminalisti è fare delle pause. Ora per quanto riguarda i nostri ragazzi, che in questo periodo sono impegnati con la didattica a distanza, mi sento di dire che è consigliabile una pausa di un minuto per ogni 20 minuti di attività davanti al pc o al cellulare. Va precisato però che in questo minuto non ha senso passare dall’uso del terminale a quella del cellulare. In questo modo infatti non ci sarebbe una vera pausa per gli occhi. Bisognerebbe invece distogliere lo sguardo dallo schermo e guardare il più lontano possibile. Magari affacciarsi a una finestra o a andare su un balcone e guardare verso l’infinito. Questa sarebbe una vera pausa. In questo modo infatti termina lo sforzo della convergenza degli occhi, messo in atto nel guardare da vicino lo schermo, e avviene un rilassamento. E’ poi importante che ogni due ore di attività davanti al pc si faccia una pausa di 15 minuti. Anche in questo caso guardando il più lontano possibile. Altra accortezza è la scelta dello schermo con cui lavorare. E’ preferibile infatti usare schermi grandi rispetto a quelli più piccoli. In ultimo una buona norma di comportamento è quella legata alla distanza dal pc. E’ bene cercare di guardare il terminale almeno a una distanza di 50 o 60 centimetri. Meglio ancora verso i 70 centimetri”.

Per chi ne avesse bisogno, meglio le lenti o gli occhiali davanti al pc?
“In questo periodo di Covid-19 la lente a contatto è sconsigliata perché ci sono molti studi che dimostrano che il passaggio del virus può avvenire anche attraverso le lacrime. Quindi sarebbe meglio evitarle. In periodi normali l’importante è avere una buona correzione del proprio difetto di vista quando si guarda il terminale. Quindi generalmente davanti al pc si possono usare sia lenti che occhiali. Va sottolineato però che con la lente a contatto e tante ore davanti al pc si potrebbe accentuare un fenomeno…”

Quale?
“Diciamo che davanti al pc si può facilmente verificare il disturbo ‘dell’occhio secco’. Mentre noi guardiamo il terminale avviene infatti un fenomeno particolare, ossia la riduzione di quello che è definito ‘ammiccamento’. Noi in generale battiamo le palpebre grosso modo ogni 5 secondi in modo del tutto involontario. Un meccanismo che permette di tenere lubricata la cornea. Quando siamo al terminale però questo fenomeno si riduce e noi battiamo molto meno le palpebre e questo può portare al fenomeno dell’occhio secco. Avendo la lente a contatto e stando davanti al pc tanto tempo, questo disturbo si potrebbe accentuare”. 

In caso di occhio secco o affaticamento cosa si può fare?
“E’ bene prevenire certi disturbi. Nel caso però si dovesse intervenire successivamente si può usare la lacrima artificiale. Bisogna poi comunque accertarsi se si hanno difetti di vista. Vorrei precisare inoltre che è sempre consigliabile consultare l’oculista nel caso di affaticamento importante e prolungato. C’è poi un’ulteriore raccomandazione…”

Quale?
“Una raccomandazione della società oftalmologica italiana che consiglia soprattutto per i bambini e i ragazzi tra gli 8 e i 13 anni di effettuare frequentemente delle pause e di cercare di condurre il più possibile una vita all’aria aperta. Questo perché si è visto che quell’età, in particolar modo, è il momento più delicato dello sviluppo fisico dei ragazzi e trascorrere tante ore davanti al pc o al telefono può favorire l’insorgenza di una miopia”.

Maurizia Marcoaldi


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11 maggio, 2020

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