Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella da cento imprenditori di Tarquinia del settore HoReCa.
– Perché cento sono i nomi degli “etruschi” firmatari del presente documento.
Siamo imprenditori operanti a Tarquinia nell’Etruria settentrionale, nel settore Ho.Re.Ca. con le loro famiglie, alle quali la Costituzione italiana attraverso la concessione di diritti, aveva dato la possibilità di realizzare, con entusiasmo, capacità, coraggio e impegno, il loro lavoro, attività dalla quale hanno tratto orgoglio, speranza, dignità e reddito, permettendo a studiosi e turisti di trovare accoglienza in questo sito proclamato patrimonio dell’umanità.
La Costituzione in cambio dei diritti ha chiesto rigorosi doveri a sostegno dello Stato, tra cui onestà e rispetto delle regole. Su questi principi, diritti e doveri, queste famiglie hanno costruito le loro vite, educato i loro figli, dato lavoro a molti collaboratori.
Oggi ci viene imposto, con l’osservanza della Costituzione, il rispetto di alcuni doveri, ma “in barba” alla stessa, ad alcune categorie viene tolto il diritto al lavoro, lasciandole senza reddito e oltretutto nell’incertezza di dover corrispondere tasse e sostenere costi a prescindere mentre ad altre categorie si chiede di riprendere a lavorare, senza norme di riferimento cui potersi attenere per evitare pesanti responsabilità.
La patria del diritto è fondata sulla certezza del diritto che a sua volta scaturisce da norme chiare e applicabili. Se è vero che il problema è l’incolumità pubblica, perché lo stesso trattamento non è adottato per tutti i cittadini e per tutte le attività che possono essere considerate sullo stesso piano? Un esempio:
Quale è la differenza tra una libreria e un’agenzia di viaggi? Quale è la differenza tra l’utilizzo di un mezzo pubblico e la sosta in un bar? Quale è la differenza tra vivere nell’abitazione di residenza o nella casa al mare?
La Costituzione non può contemplare l’arbitraria applicazione.
Se in premessa, volutamente si è accennato al popolo etrusco, è perché parte dall’Etruria (il nostro territorio) la più antica radice del popolo italiano, la prima vera civiltà d’Italia. Più di tremila anni di storia vissuta, hanno portato milioni di cittadini a vivere in democrazia e libertà proprio grazie all’entrata in vigore della Costituzione: l’ultimo atto di un lungo percorso. Anche se da allora l’Italia ha vissuto momenti difficili, con episodi grigi, che ne hanno segnato il cammino e ne hanno messo a dura prova la stabilità, il rispetto delle regole e il rigore nella loro attuazione, non hanno mai vacillato e l’amor patrio non ha mai abbandonato i nostri cuori.
Oggi però qualcosa sta cambiando ed è questa la ragione che ci ha spinto a scriverle, Presidente, lei è il custode della carta Costituzionale nonché garante della nostra democrazia.
È a lei che sottoponiamo i nostri dubbi, ed è a lei che chiediamo di aiutarci, con parole chiare, che ci facciano capire in che modo il governo intende sostenere le imprese italiane, ridando vita ad una fiducia che è ormai quasi completamente svanita, verso il sistema Italia.
Nei nostri pensieri, riteniamo sia giusto accettare i doveri imposti dalle norme che regolano la comune convivenza, ma siamo sicuri che la Costituzione imponga il principio “per tutti uguale” e non “a te si” oppure “a te no”.
Non ci sembra possibile che nel rispetto della Costituzione, si possa decidere al netto dei sacrifici imposti, di garantire, stipendi e posto di lavoro ad alcune categorie di dipendenti, mentre impone la chiusura, la perdita del lavoro e il reddito alle nostre famiglie, collaboratori inclusi.
Questi dubbi stanno mettendo il nostro senso di responsabilità e il principio di appartenenza alla carta Costituzionale a dura prova.
E proprio in virtù del desiderio che abbiamo di democrazia ed uguaglianza, ma soprattutto per il rispetto della nostra carta Costituzionale che le chiediamo, attraverso un suo cenno di riscontro, di illuminarci con un suo chiarimento. I provvedimenti fin qui emanati, non ci sono di aiuto la sua risposta ci sarebbe di giusto conforto.
100 imprenditori delle diverse categorie: Albergatori, Ristoratori, Baristi, Extralberghiero, Stabilimenti Balneari; Pizzaioli e Pasticcieri: parte dell’umanità di cui Tarquinia è patrimonio:
Zacchini Gianluca (Il Ditirambo), Pietro Serafini (Podere Giovanni Olivo), Tamara Luccioli (Ristorante Cavatappi), Mario Pusceddu (az. Agricola Valle del Marta), Anna Cedrini (Poggio Nebbia), Cedrini Sabrina (Fattorie Poggio Nebbia),Castignani
Massimiliano (Rist. Boccone del prete), Lorenza Turilli (Villatirreno), Patrizia Quattrini (Mirage), Francesco Alemanno (In Tarquinia Albergo Diffuso), Gérôme Bourdezeau (Cinema Etrusco), Cristina Palma (L’angolo del caffè), Marzia Bruni (Suncity café), Tiziano Tosi (il Tagliere S. r. l s. ), Bordi Azzurra (Pizza Stewee), Massimo Daveri (Mao il Massimo della pizza di massimo), Sacconi Mauro (Caffetteria Mauro), Barbara Gambella (gelateria Gambella), Mauro Micheletti (Ristorante Girardengo e Jolanda Lunch Bar), Grimaldi Denalex (Fronte del porto), Massimo Bernabei (Il Girarrosto), Reali Patrizia (Las Vegas), Castignani Massimiliano (Boccone del prete), Elisa Sguaitamatti (Home caffe), Mancini Tiziana (Ma.ga presso campeggio Riva dei tarquini), Andrea Vallorani (DILAS GRAU), Alessio Graziano (MaremmaChePizza), Lorenzo Elisei (Mitmita), Fabiano Elisei (Il falchetto pizzeria), Cinzia Piccioni (Bar capolinea alberata), Bellatreccia Simona (Cin cin bar), Zacchini Maurizio (Zacafe pasticceria tabaccheria bar), Bicchierini Nicoletta (Ristorante Bacco Perbacco),
Giuseppe Ferrara (Arcadia), Cocomazzi Nicola (Coco’s), Zampieri Pierluigi (Le due orfanelle), Battista Luciano (Ambaradam horus), Giovanni de Angelis (gestione Ristorante Tamure’), Paolo Cancedda (La Quadra), Daniela Eusepi (Hotel Tarconte), Stefano Cantina (Pin Bar), Gravisca s.r.l. (Stabilimento balneare Gravisca), Stabilimento balneare Marina,Stabilimento balneare San Marco; Sandro Frau (V Moro), Valentina Ferrara (CivicoZero Resort), Francesca Perugini (Farina e Tempesta), Romina Fava (White bar), Minori Sara (Inout), Samanta Mencarelli (La Fioreria), Pelle Leonardo (Pane Pelle Vino), Cirignotta Mauro (Ciri’s pizza), Serafini Pierluigi (Agriturismo Podere Giulio), Gino Stella (Riva Blues), Toffoletti Luca (stabilimento Il Porticciolo), Serafini Alessandro (Agriturismo Podere del Gesso), Susy (Le Camere del RE), Stendardi Marco (fattoria Cencelle), Claudio Pompei (Velcamare), Roberto Micozzi (Boa sorte), Gabriele Bicchierini, Pusceddu Gianfranco (Villa Hotel Valle del Marta), Giovanni Mencarelli (Agriturismo Lupo Cerrino), Cimoroni Lorenzo (Pasticceria Cimoroni), Bianca (Villa Naumanni), Bellucci (Fimac), Innocenti Sara (Bar Corsaro), Eda Consoli (Stella di Mare), Teresa Carnevali (Caffetteria Piccoli Piaceri); Ceriani Giuseppe (Chicche e Pepe)
Alemanno Francesco (Ristorante Priori); Eusepi Bruno (Lupo di Mare); Eusepi Bruno (Capanna del Buttero); Danilo Buzzi (Danilo Gelateria); L’Oasi del Gelato Tarquinia Lido; Attanasi (Hotel Aurelia), Sara Maria Antonietta (Ristorante l’Alberata), Rivablu s.n.c., Lodi (Horta ristorante), Gioielleria Lazzeri; Valeria Celletti (Bar Celletti); Ristorante Falcioni; DonNicò coco-s, Manrico Complesso balneare Tirreno, Stefano Ballerini (Camping Riva dei Tarquini), San Pietro (Camping Europing), Lucidi Mauro (podere Farnesiana), Garmie Sall (Casale Farnesiana), Loretta Di Simone (AZ. agr La Turchina), Daniela Eusepi (Hotel Torre del Sole); Bruno Eusepi (Grand Hotel Helios)
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