Riceviamo e pubblichiamo – Questa lettera sulla sanità, in maniera riservata l’avevo scritta in data 16.09.2010 al nostro segretario Bersani , alla quale non ho mai ricevuto risposta .
La ripropongo a tutti voi nella stessa identica stesura,in vista delle primarie , per portare un contributo al programma elettorale del Pd, anche in considerazione del fatto che nel nuovo patto di stabilità varato dal governo Monti in questi giorni vengono tagliati tout court 1,5miliardi per la sanità che non significa assolutamente risparmiare, ma paralizzare servizi sanitari essenziali con il silenzio assoluto di tutti i partiti politici, dei presidenti delle Regioni almeno quelli rimasti in carica e dove traspare con un’evidenza schiacciante l’opera sempre più centralistica di un governo tecnico a termine .
Faccio parte di quella moltitudine di donne e di uomini di questa Italia , che ogni mattina si alzano presto per andare a lavorare , per sbarcare il lunario , per emanciparsi e per contribuire a mandare avanti questo paese .
Credo che oggi avere un lavoro sia una grande fortuna, perché quello che è un diritto irrinunciabile , sembra essere diventato un privilegio ,talvolta molti per ottenerlo si sono dovuti piegare ,ma hanno saputo farlo con dignità .
Io ho una fortuna in più, perché faccio un lavoro che mi piace , nel quale posso mettere la mia passione, che mi dà soddisfazione , perché mi fa sentire utile a servizio dei cittadini, sempre timorosi quando abbisognano di una prestazione che riguarda la propria salute .
Già ,perché il diritto alla salute viene ancor prima di quello al lavoro, perché senza salute non c’è lavoro .
Il Pd per la sanità non si è mai impegnato abbastanza ,non è mai stata tra le priorità del suo programma, neanche ultimamente in questa difficile situazione sociale ed economica :perché non avere un lavoro o perderlo costituisce già di per se perdere anche la salute; non abbiamo a sufficienza una proposta chiara , credibile, concreta e soprattutto non dimostriamo disponibilità all’ascolto .
In televisione e sui giornali se ne parla esclusivamente come causa principale del debito pubblico o per casi di mala sanità ,non solo perché fanno notizia , ma perché aumentano la paura e la sfiducia nella politica e nelle istituzioni .
Ho sempre avuto la sensazione durante il mio mandato politico ed amministrativo e ancor più oggi ,che in questo paese non si faccia abbastanza per un efficace funzionamento della sanità, che per quanto denaro assorbe non produce a sufficienza salute ,anche in considerazione del fatto che troppo spesso è stata oggetto di marchingegni d’ affari e di una grave lottizzazione che nulla a che fare con il merito degli operatori .
Eppure laddove la sanità funziona,i servizi sono accoglienti, lavorano molto ,danno risposte appropriate in tempi rapidi e continuativi ,anche le persone facoltose e di prestigio ne usufruiscono, basta ricordare il caso di Luciano Pavarotti, che è stato assistito a casa fino alla morte dal personale del Policlinico di Modena.
Questo per dire che una sanità funzionante è occasione di salute ,di valorizzazione delle professionalità degli operatori ,delle loro competenze e saperi ,di offerta di servizi sanitari qualificati ,di risparmio finanziario e soprattutto di sviluppo economico e sociale qualificato.
Non dobbiamo avere paura ,dobbiamo riappropriarci della sanità come grande problema sociale che ha bisogno dell’interessamento e della soluzione da parte della politica.
Su questo terreno sapremo di nuovo incrociare i cittadini ed i loro problemi , sono convinta che abbiamo a sufficienza le competenze ,le capacità e la passione per farlo .
E’ di questo che abbiamo bisogno non di altro, ridare speranza ,certezze al futuro,quel futuro senza sogni che non c’è ; mi ha colpito molto una bella frase che ha detto Matteo quella sera al Pianeta Benessere a Viterbo stracolmo di persone:” vogliamo realizzare la bella politica” e si perché la politica è bella e per diventarlo in questo paese ha bisogno di menti belle, limpide ,libere e ricche d’idee .
E’un percorso difficile ,ma che può appassionare tanti quello sul quale ci siamo incamminati, che invoglia a dare una mano, a mettersi in gioco perché al di là di quello che sarà il risultato sarà un grande contributo per la risoluzione dei problemi dell’Italia e per il rinnovamento della politica .
E’questa la strada che non possiamo smarrire ed i circoli devono diventare i luoghi democratici , dove sui propri tavoli devono essere presenti i programmi dei due candidati uomini e della candidata donna e l’informazione da parte dei coordinatori deve essere imparziale ,fatte salve le loro scelte personali ,ma quelle sono un’altra cosa .
Anna Maria Meaccini
Iscritta al partito democratico circolo di Acquapendente.
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