Riceviamo e pubblichiamo – L’amministrazione comunale di Soriano nel Cimino sta portando avanti il progetto per la realizzazione di una centrale biogas nella ex cava del Bucone prossima alla frazione di Sant’Eutizio progetto che vede la compartecipazione ai finanziamenti tra comuni (al 30%) e privati (al 70%).
Il progetto prevede l’utilizzo della quota umida dei rifiuti urbani con l’addizione di altri materiali di origine animale e vegetale che, per sopperire le necessità dell’impianto, dovrebbero confluire da numerosissimi comuni della provincia Viterbo ed oltre.
L’amministrazione comunale nel proporre tale progetto ha informato molto genericamente la popolazione, tralasciando di specificare, quali sono gli altri Comuni che farebbero parte del consorzio di conferimento dei rifiuti, l’accessibilità, la movimentazione dei camion, le opere preventive di adeguamento ambientale per l’inserimento dell’impianto.
Nello specifico l’amministrazione comunale non ha fornito notizie in merito alla riqualificazione in corso nella cava del Bucone, ceduta ad una società per effettuare le operazioni di bonifica: di fatto in questo momento l’amministrazione comunale non ha l’effettiva disponibilità dell’area per realizzare la centrale biogas.
Il territorio di Sant’Eutizio, da sempre sfruttato per l’attività di escavazione e per il deposito dei rifiuti dell’intero comune (discarica mai sanata), ed in ultimo per il previsto riempimento di alcune cave, di cui una in corso che crea notevoli disagi alla popolazione, viene ulteriormente investito da un intervento di grandi dimensioni che potrebbe creare gravi conseguenze per la salute della popolazione, per l’economia agricola dell’area più in generale per l’ambiente e il paesaggio.
Sull’area della cava insite il vincolo idrogeologico, il vincolo paesaggistico e i noccioleti intorno rientrano nell’area Dop “Nocciola tonda gentile romana” In prossimità della cava del Bucone è stata proposta dalla stessa amministrazione comunale alla Ragione Lazio l’istituzione del monumento naturale del “Fosso del Mandrione”, in considerazione del notevole interesse storico- naturale del sito (ferma alla Regione Lazio da più di un anno).
A completare il quadro è stata rilanciato dalla Provincia di Viterbo un vecchio progetto del 2002, per un importo di 11 milioni di Euro, che prevede la realizzazione di una strada di collegamento tra la strada provinciale Sant’Eutiziese con la strada provinciale Ortana, compreso un nuovo svincolo sulla superstrada Orte – Civitavecchia (in questo tratto di 5 km di superstrada insistono già 2 svincoli e non se ne comprende la necessità di realizzarne un terzo).
Questa nuova strada, fatta passare come ampliamento della viabilità rurale esistente, devasterebbe aree boscate, filari alberati di notevole interesse vegetale, creando un notevole impatto con il previsto monumento naturale e con importanti presenze architettoniche (Torre santa Maria di Luco) ed archeologiche presenti lungo il tracciato.
Visti i numerosi interventi previsti nell’area di Sant’Eutizio, fortemente interrelati ed in alcuni casi tra loro contrastanti ed incompatibili L’Amministrazione di Soriano dovrebbe scegliere una linea chiara e coerente con le risorse che riguarda l’assetto futuro di questo territorio.
La nostra posizione è che il territorio di Sant’Eutizio debba essere “risarcito” per i numerosi danni subiti, l’unica operazione veramente sostenibile è quella di operare un “restauro ambientale”e favorire tutte le iniziative volte alla valorizzazione delle risorse storiche e naturali.
Chiediamo alle associazioni culturali di aderire all’iniziativa di bloccare il progetto non sostenibile della centrale biogas.
Gruppo archeologico Roccaltia
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