Marta – Riceviamo e pubblichiamo – Da quale pulpito viene la predica! Il tentativo del sindaco Lacchini di accusare altri di irresponsabilità quando si è la causa della perdurante situazione di immobilismo dell’ente che si rappresentata è solo un goffo e malriuscito tentativo di spostare l’attenzione da quelli che sono i problemi reali dell’amministrazione comunale.
A Marta infatti non esiste una maggioranza politica in grado di governare; capace cioè di essere autonoma nei numeri, nelle proposte e nelle decisioni. Per nascondere tali macroscopiche mancanze si arriva ad accusare altri mentendo sia sui fatti che sugli atti!
Le menzogne sui fatti. Il consiglio comunale è stato convocato per il 7 maggio alle 10 presso la sala consigliare in palese violazione del decreto “Cura Italia” che raccomanda lo svolgimento delle sedute in videoconferenza e magari, per il principio di trasparenza, anche in diretta streaming.
Per farlo però ci vogliono gli attributi e non basta una determina contenente il regolamento delle sedute del consiglio comunale fatta solo per adempiere a un obbligo di legge. Nonostante tutto, a mio rischio e pericolo, io ero lì.
Presente all’ora convenuta pronto a discutere punto su punto ciò che era all’ordine del giorno con proposte, richieste e critiche costruttive conscio che sicuramente sarebbero rimaste, come sempre, inascoltate. Vista la mancanza del numero legale dei consiglieri, che deve essere garantito dalla maggioranza non certo con l’aiuto della minoranza, sono stati chiesti ulteriori 15 minuti; benissimo, senza alcun problema ho responsabilmente concesso quanto richiesto.
Trascorso inutilmente il tempo, uscivo dall’aula alle 10,20 salutando cinque consiglieri di maggioranza, il sindaco e il consigliere Conestà anche lui dichiaratosi assente che, stando a quanto riportato da Lacchini, si è poi magicamente materializzato all’ora giusta.
Ho lasciato consapevolmente e responsabilmente aperta la seduta, senza quindi chiederne la chiusura, in attesa della loro stampella; quella stampella che io non rappresenterò mai per questa amministrazione!
Mi è già stato chiesto in passato ma evidentemente non sono stato chiaro e lo ribadisco anche in questa sede: io non sarò mai la vostra stampella. In fondo non è così difficile da capire.
Le menzogne sugli atti. Non chiedo di credermi sulla parola, ma di confrontare quanto riporto a quello che è scritto sulle delibere di prossima pubblicazione in albo pretorio. La proposta di delibera, di cui sono in possesso, relativa al bilancio di previsione riporta al punto terzo “che il termine utile per l’approvazione del bilancio di previsione dell’esercizio 2020 è stato prorogato al 31 luglio 2020”.
Vista la scadenza è naturale una considerazione: hanno atteso cinque mesi per portare in consiglio comunale il documento e non possono attendere una settimana convocando una nuova seduta? Ridicola pertanto l’accusa di impossibilità ad usare le somme regionali, già oggetto di delibera di giunta, destinate al sostentamento dei nuclei più bisognosi. Non veritiera, perché priva di logica e fondamenti normativi, la pressione fatta dalla Regione che, sono convinto, ha ben altro a cui pensare e prestare attenzione.
La proposta di delibera, sempre in mio possesso, relativa al Dup riporta al quarto punto “richiamata la deliberazione di consiglio comunale n. 35 in data 31/07/2019 con la quale è stato deliberato il Dup 2020-2022”. Nessuna approvazione quindi del Dup, già approvato lo sorso anno (infatti la data non è sbagliata), ma un’integrazione con una nota di aggiornamento relativa all’affidamento di incarichi di collaborazione: non credo si tratti di una nota importantissima che migliorerà sensibilmente la situazione dei cittadini!
Da tutto questo emerge una sola preoccupante verità: il sindaco e con lui tutta la maggioranza e le stampelle non sono neanche a conoscenza del contenuto degli atti che vengono portati in consiglio comunale e che vanno ad approvare.
L’unico rammarico per non essere stato presente al consiglio è rappresentato dal fatto che non ho potuto esporre alcune istanze quali: azzeramento straordinario dell’Irpef comunale per tutto il 2020 tenuto conto dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo; rinuncia ai compensi da consigliere per destinarli alla parrocchia in considerazione dell’assistenza che sta fornendo, lei sì, alle famiglie in difficoltà; informazioni in merito alle 2000 mascherine ordinate e pagate dal comune ma non ancora ricevute; notizie sugli interventi, non previsti sul Dup ma sicuramente auspicabili, per adeguare l’istituto scolastico alle norme di sicurezza Covid al fine di consentire la regolare ripresa delle lezioni a settembre.
Non mancheranno istanze e richieste che verranno formulate nel rispetto del regolamento sul funzionamento e l’organizzazione del consiglio comunale perché tanto loro (il sindaco, la maggioranza e le stampelle) non si sono posti il problema.
I motivi dell’articolo del sindaco? Becere prove di maggioranza per tentare di portare a termine il mandato elettorale che soggiacciono a probabili ordini di partito aventi come obiettivo le alleanze per le prossime elezioni comunali.
Interessi che diventano deplorevoli quando sono giustificati maldestramente con le difficoltà che stiamo attraversando per la pandemia in atto.
Paride Sassara
Consigliere del Comune di Marta
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