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Il giornale di mezzanotte - Emergenza Covid-19 - La proposta di Viterbo 2020 per non lasciare sole le famiglie in vista delle riaperture delle attività

“Garantiamo esperienze educative di valore, anche a scuole chiuse”

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Il gruppo consiliare Viterbo 2020: Patrizia Notaristefano, Chiara Frontini, Alfonso Antoniozzi e Letizia Chiatti

Il gruppo consiliare Viterbo 2020: Patrizia Notaristefano, Chiara Frontini, Alfonso Antoniozzi e Letizia Chiatti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le famiglie e i genitori non possono essere lasciati soli: attivare le tante competenze della nostra città per garantire esperienze educative di valore, anche a scuole chiuse.

Si fa sempre più urgente la risoluzione della problematica connessa alla gestione dei bambini al rientro dei genitori nei rispettivi posti di lavoro, con le scuole che restano chiuse.

Senza voler entrare nel merito di decisioni ministeriali sulle quali l’amministrazione comunale nulla può incidere, possiamo però realizzare progetti che supportino le famiglie varando collaborazioni con le numerose associazioni e cooperative della nostra città che, negli anni, hanno acquisito esperienze nel campo dell’educazione non formale.

Questo permetterebbe, al contempo, di:

· Reagire alle povertà di famiglie con risorse al limite, arginando il rischio che si sviluppino nuove povertà culturali ed educative

· Riportare al centro i contesti educativi per i più piccoli, facendone il fulcro

· Ripensare gli spazi e i tempi diversi e nuove modalità di apertura e connessione con il territorio, per una offerta pedagogica che ridisegni la corresponsabilità educativa

ben consci che la ripartenza non potrà essere semplicemente la riapertura di quello che conoscevamo, almeno per un po’. Serve promuovere il cambiamento.

L’educazione non formale, proprio perché prescinde dalla presenza di una “classe” fisica così come siamo abituati a pensarla, può essere la chiave di volta per garantire esperienze educative innovative ai bambini, ragazzi e giovani di qualità che permettano di lavorare su tutto quel set di competenze trasversali fondamentali per il loro futuro.

Non solo: le metodologie non formali sono particolarmente adatte all’apprendimento all’aria aperta, perfettamente compatibile con le misure di precazione dovute all’attuale situazione sanitaria.

Questo permetterebbe di valorizzare tutti gli spazi idonei alla realizzazione di queste attività educative: cortili, parchi, aree parrocchiali, agriturismi e fattorie didattiche, impianti sportivi all’aperto sono la cornice perfetta per rispondere alle molteplici esigenze che questo periodo di pandemia comporta.

Infine, ultimo ma non meno importante, la formazione non formale è per sua natura inclusiva e si adatta a tutte le abilità e stili di apprendimento: per questo, può essere una valida risposta anche per le famiglie di ragazzi disabili che stanno soffrendo più di tanti altri la situazione attuale.

Costruire reti solidali, un patto tra territorio, comunità educanti e volontariato in un sistema organico, strutturato, partendo dalle reti solidali e quelle di apprendimento permanente: questo può rappresentare una valida risposta ai bisogni di genitori e bambini nelle settimane a venire, sulla quale stimoliamo l’amministrazione Arena a riflettere per non restare inermi di fronte alle difficoltà di tante famiglie.

Movimento Civico Viterbo 2020


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12 maggio, 2020

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