Livorno – Antonino Sacco, boss sessantacinquenne di Brancaccio, ritorna in carcere. Questo è il primo effetto del decreto legge voluto da Alfonso Bonafede, ministro della giustizia, che impone ai magistrati di rivalutare le scarcerazioni avvenute nel clima emergenziale da Coronavirus.
Il pluricondannato, che era detenuto presso il carcere di San Gimignano, aveva ottenuto i domiciliari nella casa di accoglienza parrocchiale della stessa località.
La scarcerazione era stata possibile per via delle gravi condizioni di salute di Sacco, che riporta gli esiti di un infarto del miocardio e soffre di cardiopatia ipertensiva.
Il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha stabilito che Sacco sarà trasferito presso il carcere di Livorno.
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