Roma – (g.f.) – “Non c’è nulla da nascondere, chi cerca la verità è giusto che lo faccia”. Per il presidente Nicola Zingaretti arriva il giorno della seduta di consiglio regionale sul caso mascherine, ordinate e mai consegnate per 35 milioni, 11 dei quali anticipati e ora da recuperare.
A chiederla è l’opposizione, a partire da Fratelli d’Italia, con Fabrizio Ghera (FdI) che chiede a Zingaretti di assumersi le sue responsabilità politiche e di rimuovere dall’incarico chi ha sbagliato.
O Chiara Colosimo (FdI): “I vertici della protezione civile sono stati inadeguati e il non arrivo delle mascherine ha favorito contagi. 36 milioni per dispositivi mai consegnati, affidamento a una società di lampadine”.
Molto duro anche Sergio Pirozzi (FdI), che rimprovera a Zingaretti l’essere contemporaneamente presidente e segretario Pd: “Deve scegliere. Può andare bene al massimo in situazione normale. Penso che in questa vicenda si debba parlare di manifesta incapacità e su questo c’è una responsabilità politica ben chiara”.
Nel suo intervento, Zingaretti ha parlato del suo vice Leodori che ha chiesto alla protezione civile tutta la documentazione, a disposizione del consiglio regionale: “E dovrà essere il consiglio a decidere forme e strumenti per analizzare il tema. Non c’è nulla da nascondere e chi cerca la verità è giusto che lo faccia”.
Parla delle difficoltà nell’approvvigionamento di mascherine e dispositivi, per la crescita esponenziale di domanda nel mondo.
Nel merito della vicenda: “Su comportamenti da parte di operatori che possono aver compiuto azioni a danno della regione – osserva il presidente – si esprimerà la magistratura.
Stiamo collaborando e confermo che se qualcuno se ne è approfittato, pagherà.
Rilevata l’inadempienza, sono state messe in campo tutte le iniziative per capire cosa sia successo e verificare la consistenza delle garanzie.
La novità è che Ecotech ha sottoscritto accordi con i fornitori per restituire l’acconto con un piano di rientro. Ovviamente vigileremo sul rispetto dell’impegno, fino a che l’ultimo centesimo non sia rientrato.
Va avanti l’iter delle polizze per l’escussione. Il termine ultimo è il 15 maggio”.
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