Civita Castellana – Quattro anni e quattro mesi di reclusione alla coppia di presunti spacciatori di Civita Castellana accusati di avere rifornito delle più svariate tipologie di stupefacenti i baby assuntori della zona.
Si tratta dell’uomo e della donna finiti ai domiciliari lo scorso 3 ottobre, quando i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Civita Castellana hanno eseguito le due misure di custodia cautelare emesse dalla procura della repubblica di Viterbo.
Dopo l’accoglimento della richiesta del difensore Remigio Sicilia di essere giudicati col rito abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena, sarebbero dovuti comparire il 19 marzo davanti al gip Silvia Mattei per il processo. Processo che, a causa della quarantena imposta dall’emergenza Coronavirus, è stato rinviato a ieri.
Gli imputati erano accusati di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, aggravata dalla minore età degli assuntori e dall’ingente quantità.
Il blitz sfociato nell’arresto della coppia è giunto al termine di un’intensa attività d’indagine, condotta dai militari del Norm, grazie alla quale, secondo l’accusa, sarebbero emersi inequivocabili riscontri investigativi sull’attività di spaccio a giovani e per l’appunto anche giovanissimi assuntori della zona di Civita Castellana.
Nel corso della perquisizione domiciliare scattata contestualmente all’arresto del 3 ottobre i carabinieri hanno rinvenuto ulteriori 5 grammi di droga tipo hashish, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi.
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