Viterbo – (sil.co.) – Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, un video dell’Altro circolo – Centro culturale di iniziativa omosessuale con protagonisti i fratelli Carmine e Sara Buono per ricordare la ricorrenza del 17 maggio.
Testimonial “senza volto” alcuni dei giovani che frequentano il circolo e vivono sulla propria pelle le ancora troppe discriminazioni contro chi, nel 2020, viene considerato diverso.
Una giornata che si celebra dal 2004, riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni unite, che a Viterbo quest’anno assume un valore ancora piú speciale grazie alla rinnovata attività dello Sportello Trans di via Garbini dell’Altro circolo, del quale Sara è la responsabile dal 21 aprile.
Sara Buono, parrucchiera 37enne d’origine napoletana, era Salvatore prima dell’intervento chirurgico all’ospedale di Pisa Cisanello, giunto due anni fa, al termine di un lungo iter medico e burocratico, soltanto quando è arrivato il via libero del giudice del tribunale di Viterbo cui spettava l’okay definitivo. Altrettanto complicato è stato per Sara ottenere il riconoscimento della nuova identità femminile all’anagrafe e nelle liste elettorali.
Il fratello di Sara, Carmine Buono, 29 anni, è invece gay dichiarato e a causa della sua omosessualità la scorsa estate è finito al centro di un caso di cronaca, in seguito a un’aggressione verbale subita in occasione di un evento pubblico in provincia di Viterbo.
Oltre al video girato insieme a Carmine, ce n’è uno dove Sara, che il lunedì dalle 12 alle 15 e il giovedì dalle 20 alle 21,30 risponde allo Sportello Trans, appare da sola.
Per l’occasione Sara, il cui lungo percorso costellato di lungaggini burocratiche ha voluto rendere noto, anche per sostenere chi fa scelte analoghe, ha scritto una lettera.
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17 maggio, la lettera di Sara Buono
“Il 17 maggio 1990 l’omosessualità è stata definitivamente eliminata dall’elenco internazionale delle malattie mentali dall’Organizzazione mondiale della sanità, togliendo la quindi da quella lista che ha letteralmente distrutto numerose vite umane.
Oscar Wilde affermava che ‘l’amore che osa non dice il suo nome’.
L’orientamento sessuale non è un vestito da indossare o una parte da interpretare, ma è una parte della persona e si sviluppa con lei.
Eppure io, qui a Viterbo, sono stata inserita in quella lista. Sono stata umiliata e boicottata. Ho trovato però anche splendide persone e quando qualcuno mi toglieva il sorriso, dieci persone me lo restituivano.
Il mio percorso giudiziario è stato difficoltoso e se non avessi avuto accanto la mia famiglia e il mio compagno magari chissà sarei ancora Salvatore per l’anagrafe e Sara solo nell’anima. Adesso sono Sara anche nel corpo”.
Giornata mondiale contro l’omofobia: “Io sono Carmine e sono fiero di essere gay…”
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