Capranica – Parchi, giochi e aree verdi ancora off-limits per i bambini… e anche per i nonni.
“Si informa la cittadinanza che la chiusura delle aree attrezzate per il gioco dei bambini, dei parchi pubblici recintati e delle aree verdi non recintate è prorogata fino a nuova ordinanza di revoca”.
A darne notizia sulla sua pagina Facebook il comune di Capranica. Per adesso restano off-limits adulti e bambini i giardini del paese.
“Tante attività riapriranno e potremo spostarci liberamente nella Regione senza autocertificazione. Questo significa un grande passo verso le normalità. Sappiamo che riapertura non significherà subito ripresa, ma cerchiamo tutti insieme di dare fiducia alle nostre realtà locali, al loro lavoro e all’impegno che hanno messo in questi giorni per farsi trovare pronti a ripartire in sicurezza”, scrive il sindaco Pietro Nocchi.
“Il nostro paese è ancora malato – aggiunge – ma sicuramente un malato in condizioni migliori di prima. Non può permettersi ricadute, quindi cerchiamo di vivere la nostra quotidianità nel rispetto delle misure di sicurezza, soprattutto nei luoghi di lavoro. Cerchiamo di costruire insieme una ripartenza che non debba più vivere altri stop. Proprio per questo vogliamo incentivare il controllo sulle persone che lavorano o ricominceranno a farlo. Stiamo monitorando attentamente la questione dei test sierologici per capire, come amministrazione, le iniziative di sostegno da mettere in campo, tenendo sempre come riferimento le disposizioni nazionali e regionali”.
“Usiamo sempre il buon senso. Il buon senso per riflettere su quanto fare una cosa sbagliata oggi, potrebbe compromettere la meraviglia che ci aspetta quando tutto sarà finito veramente. Il buon senso nell’imitare chi si comporta bene e non guardare chi sbaglia per giustificare un nostro errore. Il buon senso che abbiamo costruito con l’esperienza vissuta in questi mesi, dove tutte le sere e ancora oggi sentiamo il numero dei morti. Ricordiamoci che dietro a quei numeri ci sono persone, famiglie spezzate”, prosegue il sindaco.
“In questa ripartenza sarà fondamentale la collaborazione, il confronto con associazioni, aziende, attività, per condividere i passi futuri. Cercherò anche di continuare ad aggiornarvi sulle iniziative. In questa fase il nostro territorio ha bisogno di investimenti, di attrarre risorse, e il Comune si è già rimesso in moto con progetti e lavori dopo questa fase di stop. In questo periodo ci siamo detti tanti volte che ci siamo riscoperti squadra, lo sentiamo sbandierare un po’ ovunque. È vero, ma adesso dobbiamo dimostrarlo con i fatti. Non lasciare indietro nessuno significa non buttare questo stato d’animo sotto il divano e ricominciare a usare l’odio come strumento aggregativo. Usando le parole di un famoso libro, “odiare l’odio”, l’odio è la malattia sociale del nostro tempo, stravolge coscienze e rapporti umani, si impadronisce delle nostre parole, è il grande incubatore della violenza. Una valvola di sfogo che in realtà ci rende schiavi e ci impedisce di comprendere la realtà, rendendoci alla fine più soli e infelici”.
“L’odio trova troppo spesso terreno fertile sui social e costruisce muri. Come dice Papa Francesco: “chi costruisce muri rimane da solo”. E noi siamo tornati nel tempo dei muri, dei dazi, dei nazionalismi, siamo tornati all’idea che il mondo possa essere dominato dall’esclusivo interesse del singolo. È una storia che abbiamo già vissuto, e un capitolo che questo Paese ha scelto con forza di chiudere. In questi mesi ci siamo sentiti razionalmente ed emotivamente partecipi di una sfida per la quale valga la pena di spendersi. Quella sfida la stiamo vincendo con la vicinanza, con la solidarietà, con l’amore per gli altri.Abbiamo imparato che l’odio non si combatte contrapponendo altro odio. Facciamo tesoro di questa lezione, perché i recenti avvenimenti ci hanno dimostrato che basta poco per vacillare. Perché l’odio è forte. Ma chi ha ancora il coraggio di credere nei valori di unione, uguaglianza e fratellanza deve essere più forte”.
Conclude Pietro Nocchi: “‘…l’importante non è la caduta ma l’atterraggio’. Una frase tratta dal film “l’odio” ambientato nelle Banlieue francesi. Non è importante quello che abbiamo vissuto fino ad oggi, è importante come siamo cambiati, è importante come ci comporteremo da domani rispettandoci e utilizzando il buon senso”.
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