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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - Partenza in ritardo e spazi ridotti, causa distanziamento sociale - Prime prenotazioni al mare, va peggio sul lago di Bolsena

L’estate “dimezzata” dei campeggi

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Viterbo – (s.m.) – La paura di una stagione al ribasso e la voglia matta di rimettersi al lavoro. Lo stato d’animo dei titolari dei campeggi della provincia, affacciati tra il litorale tirrenico e il lago di Bolsena, oscilla tra questi due estremi, in vista della prossima riapertura. 

Il turismo all’aria aperta, in tende e bungalow, riparte dal 29 maggio. A scaglioni. Ognuno coi suoi tempi. 

“Noi siamo pronti da subito – dice Maurizio Eleuteri, del Camping Pioner di Montalto di Castro, che riaprirà il 29 -. Non vogliamo perdere neanche un giorno. Abbiamo adeguato i locali, automatizzato la reception con le prenotazioni online e diminuito la capacità ricettiva. Se in condizioni normali potremmo ospitare 800 persone, quest’anno la capienza massima sarà 500-550”.


Il camping Pioner a Montalto

Montalto di Castro - Il camping Pioner


Il distanziamento sociale dimezza gli spazi, ma Eleuteri si rifiuta di vedere nero. C’è stata anche per lui una fase 1 e una fase 2: dopo quella drammatica delle disdette a marzo, soprattutto da stranieri, da un paio di settimane stanno riprendendo le prenotazioni.

“C’è fermento anche intorno a questa stagione – dice -. Noi lavoriamo per lo più con italiani, forse è per questo che ci difendiamo un po’ meglio rispetto a chi ha campeggi sul lago”. Eleuteri è nella presidenza nazionale di Assocamping: “Abbiamo portato avanti una vera e propria battaglia per riaprire in sicurezza – dice -. Sembrava quasi come se noi del turismo all’aria aperta non esistessimo. Il nostro settore, invece, rappresenta il 5% del Pil nazionale. Certo, ci è cambiata completamente la vita, ma se avremo tutti delle accortezze ce la possiamo fare”.  

Cautamente ottimista anche Alessandro Sampietro, del camping Europing a Tarquinia: lui e i due campeggi vicini riapriranno il 30 maggio. “Tutti insieme, per dare un segnale – dice -. Ora che sono arrivate le linee guida dalla regione sappiamo cosa fare. Siamo impazienti perché, finora, solo uscite e niente entrate”.


Il camping Europing a Tarquinia

Tarquinia - Il camping Europing


Sampietro e, come lui, chi è ha chiuso l’attività durante il lockdown, si è ritrovato a sostenere costi  di adeguamento dei locali e del materiale igienizzante senza poter contare sui guadagni che, per lui, erano gli acconti delle prenotazioni e i primi turisti al camping. “Parliamo, per ora, di spese per una decina di migliaia di euro solo per mascherine, dispenser con gel, guanti e prodotti per la pulizia. È una voce di costo destinata a salire, anche perché è raccomandata una sanificazione frequente: la faremo quattro volte al giorno su tutto il campeggio. Quanto al personale, invece, stiamo ancora aspettando la cassa integrazione”.

Anche qui prenotazioni online e pagamento con bancomat, per evitare lo scambio di banconote che è potenziale veicolo di infezione. Una buona fetta dei clienti arriva da Roma: c’è speranza che tornino, proprio quest’anno che il turismo sarà necessariamente più casalingo. 

Sul versante del lago di Bolsena, l’ex sindaco Paolo Equitani è preoccupato: per il Lido Camping Village, che gestisce, e per la città in genere, che trae linfa vitale dal turismo. Gira un intero indotto intorno al lago, fatto anche di tanti fornitori di ristoranti, alberghi, bed & breakfast e campeggi lungo tutto lo specchio d’acqua.


Il Lido Camping Village a Bolsena

Bolsena - Il Lido Camping Village


“La catastrofe, ormai, è fatta – dice -. A Bolsena abbiamo 500 persone a casa. Lavoratori stagionali allo stremo e senza cassa integrazione. Ogni giorno, al campeggio, abbiamo tremila euro di spese, tra macchinari in moto e dipendenti, che è il contributo massimo che la regione dà alle aziende a fondo perduto. Partire con un mese e mezzo di ritardo significa fare a meno di una grossa fetta di clienti, considerando che il turismo organizzato, con cui Bolsena lavora molto, si muove tutto tra marzo e maggio. Oltre a belgi, austriaci e olandesi che non verranno. Ci rimane una quota di turisti abituali dal centro Italia, Umbria e Toscana”.

In condizioni normali il Lido Camping Village avrebbe riaperto a Pasqua; riaccoglierà i turisti dal 13 giugno. Tempi tecnici di adeguamento e altre risorse che se ne andranno tra spese Covid e mancati introiti.

“Siamo autorizzati per 1200 persone, ma secondo me ne vedremo sulle 500 – ipotizza Equitani -. Per una questione di spazi ridotti, ma anche perché bisognerà capire se la gente se la sente di andare in vacanza, se avrà l’umore giusto e la capacità economica. Noi riapriamo comunque. Ma diciamo che riaprire è un salto nel buio”.  


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26 maggio, 2020

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