Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo mesi, scopriamo dalla stampa che anche il direttore generale di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), Calugi, ha condiviso le nostre posizioni che denunciamo da tempo: chi riapre alle condizioni imposte dal governo lo fa al 20/30% delle sue potenzialità e, dunque, va incontro al fallimento.
Calugi dimostra una sensibilità che, in un momento drammatico come questo, non possiamo non apprezzare, perché sarebbe molto utile fare fronte comune. Dispiace che il presidente di Fipe, Stoppani, abbia imboccato una direzione opposta rispetto a quella di Calugi e questo rischia di compromettere le battaglie che abbiamo posto in essere per salvare il settore.
Il premier Conte finora sembra aver sposato la linea Stoppani e tutti i provvedimenti fin qui messi a punto non danno alcun sostegno vero alle imprese del settore ospitalità: Conte deve riceverci subito, perché il nostro movimento rappresenta realmente gli operatori del comparto.
Decine di migliaia di famiglie hanno davanti il baratro, perché così non possiamo riaprire: da Milano a Bologna, da Firenze a Roma, da Ancona a Bari, da Reggio Calabria a Palermo e Cagliari, le saracinesche abbassate sono più di quelle alzate.
Conte e i suoi ministri, così come le forze di opposizione, hanno il dovere di garantire una ripresa del nostro settore: stiamo minacciando proteste eclatanti da tempo e adesso, se non saremo ascoltati nelle sedi istituzionali, siamo pronti a passare dalle parole ai fatti, perché presto non avremo più niente da perdere.
Paolo Bianchini
Movimento imprese ospitalità
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