Riceviamo e pubblichiamo – Come gruppo di minoranza e come rappresentanti di una buona parte del nostro paese, dobbiamo protestare per l’assurda gestione di una questione di estrema importanza come la votazione dei Pua per la realizzazione di due impianti a biogas, con istanze di procedura semplificata presentate a fine maggio.
Che sia chiaro che l’eventuale bocciatura del Pua non vuol dire essere contrari alla realizzazione di impianti a biogas come vogliono far credere, erroneamente, i nostri amministratori.
Abbiano assistito a un incomprensibile ritardo nel portare i Pus in consiglio comunale, abbiamo subito l’assoluta indifferenza e non considerazione dei protocolli Emas con la mancata convocazione del forum sociale e abbiamo preso nota dell’impegno a programmare un piano energetico comunale.
Non siamo mai stati informati degli atti e degli sviluppi del procedimento, né coinvolti in nessuna fase dello stesso e, solo grazie ad una richiesta di accesso agli atti, abbiamo avuto modo di consultare solo una piccola parte della consistente documentazione. Il tutto a fronte del no ai due impianti che la minoranza ha dichiarato più volte pubblicamente, anche con articoli sui giornali.
E nessun effetto hanno prodotto le nostre continue richieste di valutare, con la massima attenzione in questo momento di grande crisi, le prioritarie diverse esigenze del mondo agricolo e del lavoro. Come qualificare la convocazione di un consiglio comunale rinviata per mesi, la scarsa vigilanza – ammessa dallo stesso sindaco nel corso del convegno sul tema – su lavori iniziati nel più assoluto silenzio?
Ora, quando pende un costosissimo giudizio al Tar contro il nostro Comune e quando già è stata inviata all’ente una richiesta di danni per centinaia di migliaia di euro, si decide di indire con urgenza un consiglio comunale straordinario, convocato con soli tre giorni di anticipo per votare l’”approvazione” di due Pua e nel quale, comunque, non sarà esaminata la più ampia questione sulla fattibilità o no di simili impianti a biogas nel territorio comunale.
Perché precisiamo: nel caso in cui il Tar si esprimerà a favore delle ditte di biogas, il Comune di Montalto di Castro potrebbe dover risarcire un danno di circa 10 milioni di euro, se calcolato su un piano industriale ultradecennale. Questo fa comprendere come non si possa prendere una tale decisione all’ultimo secondo, in modo frettoloso e non concordato, con un consiglio straordinario convocato tre giorni prima e senza svolgere le riunioni delle commissioni territorio, attività produttive e energia e del forum sociale.
Possibile che un’amministrazione dia spettacolo di incompetenza, approssimazione e incapacità politiche nel gestire le questioni che investono il territorio, con grave distacco dalle vere esigenze della gente, quindi senza ascoltare gli operatori economici e sociali e senza rispondere nei tempi dovuti ai diretti interessati? La pubblica amministrazione ha l’obbligo giuridico di rispondere correttamente alle istanze dei cittadini, entro breve tempo e per giungere ad una decisione consapevole e condivisa.
Per questo abbiamo più volte sollecitato chiarimenti e provvedimenti in merito alla questione del Biogas e, in più occasioni, abbiamo dato voce a quei privati cittadini che erano stati banditi dalla pagina ufficiale del Comune solo perché chiedevano – in modo pacato e corretto – un atto che nei loro confronti era dovuto per legge.
Non ci faremo coinvolgere in un imbarazzante sistema di gestione del nostro paese, con decisioni prese in modo non tempestivo, senza il vaglio delle reali situazioni di fatto o solo dopo aver ricevuto una richiesta di danni e subito onerosi processi che vanno a pesare sulle casse comunali.
Così si rischia di togliere soldi a programmi di sviluppo del territorio o a validi progetti culturali approvati. Noi dell’opposizione consideriamo l’attività amministrativa come un servizio che si rende alla collettività e in tale direzione muoviamo la nostra azione. Forti di questa motivazione che ci anima, non parteciperemo per protesta al consiglio comunale del 26 ottobre ma questo non vuol dire che non ci attiveremo per la tutela del nostro territorio e delle nostre produzioni.
Anzi, sin da ora, siamo a chiedere la convocazione di un nuovo e apposito consiglio comunale in cui deliberare – per davvero – in merito al no all’istallazione di impianti di biogas sul territorio comunale e, contestualmente, per deliberare su serie misure di sostegno e sviluppo per il settore agricolo e su iniziative per la promozione delle produzioni tipiche locali. Per questo motivo già da sabato mattina, 27 ottobre, inizieremo la raccolta firme per ottenere la regolare e rituale trattazione di questi temi nella massima assise cittadina.
Paola Peruzzi
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