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Viterbo - Contro l'unico esponente d'opposizione rimasto, l'ira della maggioranza

Fabio Valentini vota no, scintille in consiglio provinciale

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Consiglio provinciale - Romolo e Grancini

Viterbo – Consiglio provinciale – Romolo e Grancini

Viterbo - Consiglio provinciale - Fabio Valentini in collegamento

Viterbo – Consiglio provinciale – Fabio Valentini in collegamento

Viterbo – Fabio Valentini vota no, scintille ieri in consiglio provinciale.

C’è da dare il via libera alle linee d’indirizzo per l’aggiornamento del piano triennale per la corruzione e la trasparenza. Un atto dovuto, come spiega il presidente Pietro Nocchi.

Ma il consigliere di Insieme per la Tuscia è contrario. L’unico, anche perché nei fatti il suo è il solo gruppo d’opposizione rimasto, dopo l’accordo fra centrodestra e centrosinistra.

Dire no è una delle tre opzioni, oltre a sì e astensione. Ma ai colleghi la scelta non piace.

“Come si fa – spiega Alessandro Romoli, capogruppo per il centrodestra – a esprimersi in modo contrario verso un atto su cui non abbiamo discrezionalità? Non approvarlo ci farebbe assumere responsabilità, a noi e agli uffici”.

Quindi chiede a Valentini di argomentare il suo voto. Richiesta poco gradita dal diretto interessato.

“Non mi sento obbligato – ribatte Valentini – ho ritenuto di votare contro. Occorre l’ok del consiglio provinciale e io mi sono espresso, se non serviva non sarebbe stato messo a votazione”.

Il consigliere Valentini rimprovera all’ampia coalizione che ora sostiene Nocchi d’avere coinvolto i gruppi dividendoli tra serie a e serie b: “Io sono di serie b”.

E Romoli gli ribatte che può scegliere come votare ma deve motivare la scelta: “Soprattutto un gruppo come il suo che predica la trasparenza”.

Di male in peggio quando si arriva al rendiconto. Pure qui, il no di Valentini è netto. Fa adirare pure Gianluca Grancini (Tuscia Tricolore): “In riunione dei capigruppo non ha detto nulla, anzi era d’accordo con i provvedimenti – tuona Grancini – e oggi fa queste scene.

Poi le allusioni alle intese non sono accettabili. Finalmente con questo accordo riusciamo a dare risposte ai cittadini”.

E non manca Romoli, che fa notare al collega Valentini come pure le sue proposte siano state prese in considerazione.

“Abbiamo discusso tutto in capigruppo – spiega Romoli – entrando nel merito di cose ridicole, come l’acquisto di tamponi per tutti. Scambiando la provincia per il medico condotto. Un dibattito stucchevole. Quando si portano argomenti devono essere attinenti, non siamo al bar”. Altri intervengono. Valentini non cambia idea e il bilancio passa col suo voto contrario.

Giuseppe Ferlicca


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5 giugno, 2020

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