Riceviamo e pubblichiamo – Leggendo in queste ultime ore i vari commenti dedicati al provvedimento contro gli alcolici, pubblicati da alcuni viterbesi sui principali social network, non posso non pormi una domanda: quando e perché si arriva a fare un’ordinanza?
Domanda a cui voglio dare anche una risposta: quando saltano degli equilibri tra i cittadini. Cittadini che in questo caso possiamo distinguere in tre categorie: residenti, consumatori e gestori di locali pubblici.
Sul perché bisognerebbe aprire un discorso ben più ampio, ma mi limiterò a parlare di frequenti, troppo frequenti, episodi di inciviltà verificatisi soprattutto in alcune zone del nostro centro storico. Episodi legati ad atteggiamenti violenti, aggressivi, molto lontani da quei comportamenti che dovrebbero tenere cittadini civili in una città civile. E sottolineo “dovrebbero”.
Purtroppo più volte anche le forze dell’ordine non hanno potuto far altro che verificare e confermare quanto denunciato da residenti ormai stanchi ed esasperati da situazioni ormai divenute routine nelle ore notturne. Ed è proprio a questo punto che gli equilibri saltano. La notte.
Quando gran parte dei residenti reclamano giustamente il diritto di riposare e, quando i giovani, e più in generale, alcuni degli amanti della movida si lasciano andare a comportamenti irrispettosi, aggressivi e contrari alla pubblica decenza. Atteggiamenti causati quasi sempre dall’assunzione incontrollata di bevande alcoliche.
Ed ecco che, chi vuole vivere la città fino a tarda notte, si trova in contrasto con chi vuole dormire. E ancora, si trova in contrasto con chi la città vuole comunque viverla, ma in tranquillità e soprattutto senza abusare dell’alcol. In un città civile non si arriva a fare ordinanze di questo tipo. Lo affermo e lo ribadisco con convinzione. Ma dopo il ripetersi degli stessi episodi e a seguito di quanto concordato nell’ambito dell’ultimo comitato provinciale di ordine e sicurezza, principalmente incentrato su tale problematica, portata all’attenzione dalle varie istituzioni coinvolte, è un atto “dovuto”.
Un provvedimento mirato a tre quartieri della città – San Pellegrino, Trinità e San Faustino – proprio perché, da verbali e relazioni delle forze dell’ordine, è emerso che in tali zone sono frequenti tali episodi. Il tutto anche in un periodo non estivo.
Parliamo sempre più spesso di riqualificazione del centro storico. Atteggiamenti che contrastano il decoro urbano, il patrimonio pubblico e privato e naturalmente la quiete pubblica, non favoriscono questo processo. Anzi, lo ostacolano. Se per ristabilire alcuni equilibri e le principali condizioni di civile convivenza si rende necessaria l’emanazione di ordinanze, lo faremo. Questa città merita maggiore rispetto.
Giulio Marini
Sindaco di Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY