Roma – Un patto per l’export, per rilanciare l’economia italiana nel mondo. Lo ha siglato, a Roma, il ministro degli esteri Luigi Di Maio. A sottoscriverlo anche i titolari dei dicasteri dell’agricoltura, dell’economia, delle infrastrutture, dell’università, dei beni culturali e la responsabile per l’innovazione tecnologica. Con loro, i principali enti preposti al sostegno all’internazionalizzazione del sistema produttivo e una ventina di associazioni rappresentative del sistema imprenditoriale.
Un patto da 1,4 miliardi per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese. “Una nuova strategia ambiziosa ma solida – l’ha definita Di Maio – di sostegno pubblico alle imprese che si affacciano sui mercati internazionali che potrà contare su risorse straordinarie messe a disposizione dal governo per imprimere nuovo slancio al sistema produttivo”.
Con l’occasione il ministero degli esteri ha preparato anche un e-book destinato alle aziende italiane.
Roma – Ministero affari esteri – Farnesina
“Abbiamo superato il periodo più buio di questa crisi sanitaria – ha aggiunto Sei Maio -. Adesso il Paese può ripartire. Finalmente, il motore del Made in Italy può tornare a correre”.
“Il patto per l’export – spiega in una nota sintetica la Farnesina – rappresenta una strategia innovativa per il rilancio dell’export del ‘made in Italy’ nella fase post-emergenza sanitaria, attraverso il rafforzamento degli strumenti di sostegno all’internazionalizzazione e un’azione promozionale di ampio respiro. Si tratta di una proposta condivisa dal ministro Di Maio con tutti i partecipanti all’ultima riunione della cabina di regia per l’internazionalizzazione (20 dicembre 2019) e con le associazioni che hanno preso parte alla riunione di presentazione delle linee innovative del ‘Piano straordinario per il made in Italy’ (3 marzo 2020)”.
Roma – Il ministro degli esteri Luigi Di Maio
“In concreto – aggiunge la nota – il patto è un vero e proprio accordo che recepisce sinteticamente le istanze delle associazioni di categoria, che hanno preso parte, dal 14 al 21 aprile, a 12 tavoli settoriali di ascolto, presieduti dal sottosegretario Di Stefano. I tavoli hanno visto il coinvolgimento di oltre 250 partecipanti e 147 associazioni rappresentative di tutti i settori produttivi: dal settore agroalimentare alla meccanica, dal sistema fieristico a quello infrastrutturale, passando per il comparto dell’innovazione, della salute e dei servizi all’export. Il Patto verrà realizzato dalla Farnesina, grazie anche alla rete diplomatico consolare – composta da oltre 300 sedi all’estero, tra ambasciate, rappresentanze permanenti, uffici consolari e istituti italiani di cultura – da Ice agenzia (con i suoi 78 uffici/punti di corrispondenza all’estero) e dal gruppo Cdp-Sace-Simest (con i suoi 12 Uffici nel mondo)”.
Agricoltura
Le linee di intervento del patto per l’export
– Comunicazione. Campagna di “nation branding”, realizzata da Ice-agenzia, con l’obiettivo di rilanciare l’immagine dell’Italia e sostenere i settori economici più penalizzati dalla crisi Covid-19, con particolare attenzione al turismo.
– Promozione integrata. Iniziative di promozione particolare su arte contemporanea, cinema e audiovisivo, spettacoli dal vivo, editoria, cucina, design, scienza ed innovazione, con iniziative che possano essere un’occasione di visibilità per imprenditori, professionisti e creativi italiani e di conoscenza del made in Italy per il pubblico internazionale.
– Formazione/informazione. Strumenti formativi e informativi per le imprese, tra cui un e-book, vale a dire una vera e propria guida di accompagnamento all’export, che verrà distribuita tra le Pmi pronte ad affacciarsi sul mercato internazionale, ma non ancora stabilmente esportatrici. L’e-desk. Partendo da un progetto in corso Ice-Sace-Maeci, consentirà l’accesso digitalizzato ai servizi di sostegno all’export, attraverso il portale unico, con una profilazione di aziende, settori e mercati. Tem (Temporary export manager) e Dem (Digital export manager), che assisteranno l’azienda nei processi di innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione;
Sistema fieristico: ammodernamento del sistema fieristico, attraverso una parziale digitalizzazione delle fiere e la creazione di piattaforme per incontri B2b virtuali.
– Commercio digitale. Ampliamento degli accordi con le principali piattaforme di e-commerce internazionali e anche con piattaforme “minori” di e-commerce, ma molto popolari in mercati prioritari.
– Finanza agevolata. Centralità degli strumenti finanza agevolata per le strategie di crescita e internazionalizzazione delle Pmi e delle imprese start-up. Al fine di aumentare il numero delle imprese che beneficiano degli interventi agevolativi finanziati a valere sul Fondo 394, su richiesta del Maeci, Simest realizzerà con sistematicità campagne di comunicazione mirate per le Pmi e le start- up. Particolare attenzione verrà data alla promozione della disponibilità di risorse a valere sul fondo perduto dei finanziamenti agevolati per le misure su e-commerce e Tem.
Daniele Camilli
Documenti: Il patto per l’export – L’e-book del ministero
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