Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Sequestrati in un anno 35 apparecchi contro una media di 5-6 - Troppi per non insospettire i colleghi della penitenziaria

Business della droga e dei telefonini in carcere, boom di cellulari fuorilegge grazie al poliziotto arrestato

Condividi la notizia:

Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla

Polizia penitenziaria

Polizia penitenziaria

D'Arma e Auriemma

Il pm Stefano D’Arma e il procuratore Paolo Auriemma

Viterbo – (sil.co.) – Approfittando della sua divisa, si sarebbe fatto pagare per far entrare a Mammagialla ingenti quantità di hashish e cellulari con sim intestate a ignari personaggi. Per questo motivo è stato arrestato con l’accusa di corruzione e spaccio aggravato in concorso un agente della penitenziaria di Mammagialla.

Cellulari e droga venivano poi venduti ai compagni da un detenuto come se fosse un supermercato. L’indagine sarebbe scattata dal riscontro dei tanti telefoni cellulari che nel solo anno 2019 il reparto di penitenziaria di Viterbo, guidato dal comandante Daniele Bologna, ha sequestrato a vari detenuti. In tutto 35 apparecchi, rispetto a una media annuale che precedentemente aveva raggiunto i 5 o 6.

Troppi per non far sorgere sospetti e non accendere i riflettori sugli stessi colleghi, scoprendo l’esistenza di un poliziotto corrotto che in cambio di soldi aveva messo su il business assieme a un detenuto e alla di lui moglie.

Risale appena allo scorso 13 maggio l’interrogazione parlamentare con cui il deputato Marco Silvestroni (FdI), ritardo all’ingresso di telefonino e droga dentro le carceri, denunciava un fenomeno secondo lui “ormai fuori controllo” chiedendo le dimissioni del ministro della giustizia Alfonso Bonafede.

A distanza di meno di un mese, ieri a Viterbo c’è stato l’arresto di uno degli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla, E.Z. di 43 anni, assieme a un detenuto quarantenne (L.F., italiano ma non viterbese) e alla moglie cinquantenne di quest’ultimo (M.D.) ai domiciliari.

Le tre misure di custodia cautelare sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni, su richiesta del procuratore capo Paolo Auriemma, titolare del fascicolo con il pubblico ministero Stefano D’Arma, che ha coordinato le indagini svolte all’interno della casa circondariale dagli stessi colleghi dell’agente arrestato con l’accusa di corruzione e detenzione e spaccio di stupefacenti in carcere (quindi aggravato) in concorso.

Nelle prossime ore gli arrestati compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia, in occasione del quale potranno avvalersi della facoltà di non rispondere, rispondere alle domande oppure rilasciare spontanee dichiarazioni.

Nel frattempo il procuratore capo della repubblica di Viterbo, Paolo Auriemma elogia gli operanti. “Non posso che congratularmi con il personale dei nuclei di polizia penitenziaria del carcere di Viterbo che hanno effettuato accertamenti puntuali per arrivare a un risultato che non è casuale, ma frutto di un lungo lavoro da parte degli stessi agenti che, all’interno dell’istituto di pena, hanno risolto una questione che non è solo una questione criminale, ma anche una questione morale”, dice.

Tornando ai tre arresti disposti dal gip Cialoni del tribunale di Viterbo, il presunto agente corrotto, tra il 2018 e il 2019, con la complicità del detenuto e della moglie, avrebbe fatto entrare in carcere sia la droga che i cellulari. Per l’appunto ingenti quantità di hashish e cellulari con sim intestate a ignari personaggi, in cambio di somme di denaro. Motivo per cui oltre che di spaccio aggravato è accusato anche di corruzione in concorso con il detenuto e la moglie. Il 43enne, in altre parole, avrebbe approfittato della sua posizione e della divisa che indossa, secondo l’accusa, per alimentare l’illecito traffico di droga e telefonini dietro le sbarre.

– Spaccio e corruzione in carcere, arrestato agente della penitenziaria

 


Condividi la notizia:
11 giugno, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/