Roma – “La statua di Montanelli non va tolta, ma non è degno di merito…”. L’attore Alessandro Gassmann interviene, dopo le polemiche per la richiesta dei Sentinelli, organizzazione antifascista, e dell’Arci di abbattere a Milano la statua del giornalista Indro Montanelli, perché razzista.
“Io non penso – scrive Gassmann su Twitter – che la statua di Indro Montanelli si debba togliere, ma penso anche che chiunque abbia partecipato a questo orrore (il riferimento è alla sanguinosa guerra coloniale voluta da Mussolini, ndr), o che abbia comprato una bambina di 14 anni per sposarla e fare del sesso, non sia degno di merito. Comunque ottimo giornalista. #nondimentico”.
I fatti
Nel 1935, Indro Montanelli andò volontario nella guerra coloniale d’Eritrea voluta da Mussolini.
Durante la sua permanenza in Africa comprò dalla sua famiglia per 500 lire una giovanissima moglie chiamata Destà. Il contratto di madamato con la famiglia in realtà era a tempo e aveva una scadenza.
Destà era una bambina tra i 12 e i 14 anni. “Un animalino docile”, come la definì lo stesso Montanelli in un’intervista televisiva del 1969.
Quando Montanelli tornò in Italia, un suo subalterno gli chiese di poter sposare Destà. Destà ebbe un figlio e lo chiamò Indro.
Montanelli nel 1952, durante un viaggio in Etiopia, reincontrò la donna.
Il giornalista si giustificò sempre facendo appello alle usanze e alle circostanze, non mostrando mai ripensamenti o rammarico.
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