Milano – Statua di Montanelli, Rete studenti di Milano e Lume rivendicano il gesto con un video.
Con un video pubblicato sui social, Rete Studenti Milano e LuMe (Laboratorio universitario Metropolitano) hanno rivendicato l’imbrattamento della statua di Indro Montanelli.
Ad accompagnare il video un lungo post. “‘Gli italiani non imparano niente dalla Storia, anche perché non la sanno’. Queste sono le parole spocchiose del ‘più grande giornalista italiano’ Indro Montanelli – si legge nel post -. Crediamo di aver dimostrato, al contrario, di conoscerla molto bene. Siamo convinti che, senza una giusta revisione critica, la storia non possa definirsi tale. Essa va intesa come materia viva, soggetta a cambiamenti, e non possiamo fingere di non sapere che le statue che ne celebrano i protagonisti hanno una funzione sociale collettiva, perché occupano lo spazio pubblico rappresentando ciò che una classe dirigente decide di celebrare della propria storia”.
E ancora. “In un momento globale così importante, che da ogni parte del mondo ci vede capaci di infrangere barriere e abbattere idoli di un mondo che non deve più esistere, crediamo che figure come quella di Indro Montanelli siano dannose per l’immaginario di tutti – continua il post -. Un colonialista che ha fatto dello schiavismo una parte importante della sua attività politica non può e non deve essere celebrato in pubblica piazza.In una città come Milano, medaglia d’oro alla Resistenza, la statua di Indro Montanelli è una contraddizione che non possiamo più accettare”.
Il riferimento poi alla scelta del giornalista di prendere in sposa, comprandola, una ragazzina eritrea di 12 anni durante la guerra coloniale negli anni Trenta in Etiopia. “Il giornalista – continua il post – oltre ad aver portato avanti una strenua campagna di apologia del fascismo, si arruolò volontariamente durante la campagna etiope, una campagna colonialista e schiavista. Qui comprò una ‘faccetta nera’ di nome Destà, una ragazza etiope di soli 12 anni, che usò senza ripensamenti come un vero e proprio giocattolo sessuale”.
Rete Studenti Milano e LuMe chiedono quindi di togliere la statua. “Chiediamo – affermano nel post – ad alta voce e con convinzione, l’abbattimento della statua a suo nome. Non possiamo accettare che vengano venerati come esempi da imitare personaggi che hanno fatto dello schiavismo, del colonialismo, della misoginia, del fascismo e del razzismo una mentalità con ben pochi ripensamenti. Con questo gesto vogliamo inoltre ricordare che, come ci hanno insegnato e continuano a insegnarci movimenti globali come Non Una Di Meno e Black Lives Matter, tutte le lotte sono la stessa lotta, in un meccanismo intersezionale di trasformazione del presente e del futuro. Se il mondo che vogliamo tarda ad arrivare, lo cambieremo”.
E nel frattempo la procura di Milano ha aperto un fascicolo per imbrattamento a carico di ignoti.
Intanto militanti di Fratelli d’Italia questa mattina sono andati a ripulire la statua nei giardini di via Palestro.
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Beppe Sala, sollecitato anche nei giorni scorsi a rimuovere la statua da parte del movimento Sentinelli.
“Io penso che la statua di Montanelli debba rimanere lì – ha chiarito Sala in un video pubblicato sui social – ciò nondimeno sono disponibile a qualunque confronto sul tema del razzismo e sul tema Montanelli. Quando volete”.
E ancora. “Noi quando giudichiamo le nostre vite possiamo dire la nostra è senza macchie, senza cose che non rifarei? Io metto le mani avanti, la mia vita no – ha aggiunto -. Ho fatto errori e cose che vorrei non aver fatto. Ma le vite vanno giudicate nella loro complessità. Per tutti questi motivi penso che la statua debba rimanere lì”.
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