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– “La sinistra massimalista in Sicilia non c’è più”. Il Pd ha vinto con una coalizione di moderati e questo è valido pure per Viterbo, visto che si vota in primavera. E anche a livello nazionale.
Al convegno Cisl su scuola e settore pubblico Giuseppe Fioroni, dopo avere parlato del tema in discussione e di sanità, passa alla parte politica, un messaggio a chi a Viterbo sta lavorando a una coalizione di centrosinistra.
“Un dato delle elezioni – spiega Fioroni – vale per memoria storica anche a Viterbo, per la vicinanza delle elezioni comunali.
La sinistra massimalista in Sicilia è diventata per memoria”. Occorre trarne le dovute conclusioni e guardare altrove? E dove se non verso il centro, anche se in posizione centrale non c’è soltanto il partito di Casini, ma un folto numero di moderati può esserci ovunque, dalla società civile ad altri raggruppamenti e movimenti politici.
“Dobbiamo dare voce a quel 53% che non vota, e se non si mette in piedi una grande alleanza moderata e riformista, per i prossimi venti anni in questo paese io ho la sensazione che saremo seppelliti da Grillo”.
Effetto Parma. “Lì si sono arrabbiati tanto facendo vincere Grillo, ora sono come Muzio Scevola, si sono tagliati la mano con cui hanno votato”. Visto che pure le elezioni politiche non sono lontane, è bene pensare con attenzione al da farsi.
“Monti ha diecimila difetti, il suo governo ancora di più – spiega Fioroni – ma se noi non riusciamo a presentare alle elezioni una una coalizione in grado di dare certezze, io ho la sensazione che la possibilità per noi di uscirne fuori diventa veramente complicata e prima di lasciare la strada vecchia per quella nuova, o siamo certi di quello che troviamo, oppure è meglio evitare una dose suppletiva di danni”.
Meglio andare per Monti che per mari, col rischio d’affogare. Un compito non semplice, guardando al forte astensionismo siculo.
“Quando la gente non vota, vuol dire che non ha trovato l’offerta politica in grado di dare quelle certezze che facendo sacrifici qualcosa gli ritorna indietro. Grillo compreso e compreso Renzi che con le primarie ci ha aiutato a fare movimento sul Pd”.
Altro ospite dell’appuntamento all’aula magna dell’università della Tuscia, Antonio de Poli, portavoce nazionale Udc. Con lui si rallegra per la vittoria, un po’ amara per effetto del forte astensionismo. “Non era scontato e abbiamo vinto con l’Udc, già questa è una notizia”.
Ma da quello che si capisce, la Sicilia per il Pd è solo una bozza di quella che dovrà essere una futura coalizione. Possibilmente vincente.
Giuseppe Ferlicca
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