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Stoccolma - Il manager Tolga Oncu: "Dare indietro i fondi era la cosa giusta da fare"

“La crisi non è stata così grave come temevamo”, Ikea restituisce i soldi degli ammortizzatori sociali

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Ikea

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Stoccolma – La quiete dopo la tempesta. Le conseguenze economiche del Coronavirus per Ikea non sono state così drammatiche come si pensava all’inizio della pandemia. I negozi sono tornati a riempirsi e il colosso svedese dell’arredamento ha deciso di restituire a nove paesi i sussidi ricevuti come ammortizzatori sociali per per affrontare l’emergenza. 

Al momento Ikea ha avviato le trattative per la restituzione dei soldi con i governi di Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Irlanda, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna e Stati Uniti. Lo fa sapere in un’intervista al Financial Times Tolga Oncu, responsabile delle operazioni di vendita al dettaglio di Ingka, la holding che controlla la multinazionale svedese: “Ikea è in contatto con i governi di nove paesi per restituire gli aiuti governativi che abbiamo ricevuto per coprire gli stipendi dei colleghi durante il culmine della pandemia”.

Secondo il manager, infatti, all’inizio dell’emergenza da Covid-19 Ikea si aspettava una diminuzione delle vendite del 70-80 per cento. Invece moltissimi clienti si sono riversati nei negozi al momento della loro riapertura dopo il lockdown e l’azienda svedese ha registrato un grande incremento delle vendite. “Quando la nebbia ha iniziato a diradarsi – ha aggiunto Tolga Oncu – abbiamo visto che la crisi non è stata così grave come temevamo e che non sarebbe durata tanto a lungo quanto avevamo preventivato. Per questo la decisione di restituire i fondi era la cosa giusta da fare”.

Complessivamente, la situazione per Ikea sembra essere tornata alla normalità. Nel mese di marzo l’azienda era stata costretta a chiudere circa 300 dei suoi 380 negozi in tutto il mondo. Ora hanno quasi tutto riaperto, solo 16 risultano essere ancora inattivi.  

 

 


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17 giugno, 2020

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