(g.f.) – Sta per cominciare la stagione dei morti, ma il primo novembre non c’entra.
Quello che sta per iniziare è il triste periodo dell’anno durante il quale, con la riapertura dei locali e il peggiorare delle condizioni climatiche, le cronache locali registrano un incremento del numero d’incidenti, a volte mortali, dove a essere coinvolti sono sopratutto giovani.
La provincia prova ad arginare le stragi del sabato sera con un tavolo cui a sedersi oltre al 118 e alle associazioni ci siano pure i diretti interessati, titolari di locali e bar.
Il fenomeno preoccupa. Se cala vertiginosamente il numero degli incidenti, cresce invece quello dei morti sulle strade della Tuscia, secondo chi vive sul campo le drammatiche situazioni: il 118. “Lo scorso anno – spiega il direttore Altomani – sono stati 24 i morti, quest’anno siamo già a 25. Ma si tiene conto dei decessi sul colpo e non di chi perde poi la vita durante il ricovero o ha un’invalidità più o meno grave”.
Gli incidenti si concentrano sopratutto in un determinato periodo della settimana. “Dal venerdì sera – continua Altomani – al sabato notte e la domenica aumentano”. Bisogna capire le motivazioni che spingono un giovane a mettersi alla guida ubriaco.
“Le ragioni – spiega l’assessore provinciale Paolo Bianchini – spesso sono stupide. Ci si mette in macchina alle 4 di mattina per arrivare a casa prima del risveglio dei genitori, non perché si è fatto troppo tardi, ma per non farsi vedere in che stato sono.
Incidenti si sono verificati dopo che i proprietari di locali hanno provato a togliere le chiavi a ragazzi in evidente stato d’ebbrezza, ma non ci sono riusciti”.
Le discoteche vanno coinvolte, ma non vanno esclusi i bar, perché nei locali bere costa e molto spesso i giovani quando arrivano a ballare hanno già bevuto fuori.
Su strada, poi c’è una situazione che ha del paradossale. “Migliore è la qualità delle arterie stradali – osserva l’assessore Gianmaria Santucci – e più incidenti si verificano. Peggiori sono le strade e minori sono le possibilità d’incidenti mortali.
La provincia fa la sua parte. Abbiamo illuminato la parte più critica della Cimina con i led, lo faremo anche in 35 incroci provinciali”. Ma non si può arrivare ovunque. “Sento lamentele – spiega Santucci – sui servizi che peggiorano ed è per questo che si chiudono le province.
Invece è l’esatto contrario. Si vogliono ridurre le province e nel frattempo non si sa più a chi spettano le competenze, ad esempio sulle strade. C’è confusione istituzionale.
Per la manutenzione stradale sono stati tagliati nove milioni di euro, portando la voce a zero. Continueremo a lavorare, ma è chiaro che in queste condizioni non possiamo garantire un presidio ventiquattr’ore su ventiquattro”.
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