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Viterbo - Cittadinanza onoraria all'Aves - Il generale Riccò in consiglio comunale alla consegna dell'onorificenza dal sindaco Giovanni Arena: "La città è orgogliosa di voi"

“I nostri piloti tutti i giorni in volo per l’emergenza Coronavirus”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Consiglio comunale - Cittadinanza onoraria all'Aves - Riccò e Arena

Viterbo – Consiglio comunale – Cittadinanza onoraria all’Aves – Riccò e Arena

Viterbo - Consiglio comunale - Cittadinanza onoraria all'Aves - Riccò e Arena

Viterbo – Consiglio comunale – Cittadinanza onoraria all’Aves – Riccò e Arena

Viterbo - Consiglio comunale - Cittadinanza onoraria all'Aves - Riccò e Arena

Viterbo – Consiglio comunale – Cittadinanza onoraria all’Aves – Riccò e Arena

Viterbo – All’Aves, la cittadinanza onoraria.

Conferita in apertura di consiglio comunale oggi, dal sindaco Giovanni Arena al generale Paolo Riccò.

Un riconoscimento voluto dal consiglio comunale, assegnato a personalità istituzionali che si sono distinte per particolari meriti.

L’aviazione dell’esercito nasce nel 1951 e come ha ricordato il primo cittadino, si è distinta negli anni nel dare soccorso alle popolazioni ogni qualvolta ce ne sia bisogno: “Dalle calamità come il Vajont o l’alluvione a Firenze – dice Arena – i terremoti, come i recenti nel centro Italia, il soccorso alle popolazioni anche nell’emergenza neve”.

Aiuto che non è mancato pure a Viterbo. “Nel 2012 e nel 2018 – continua Arena – hanno liberato la città in diverse zone, rimaste isolate. Con l’entusiasmo e il consenso da parte della popolazione.

Entusiasmo e consenso che a Viterbo non è mai mancato, per le forze armate e l’Aves in particolare”.

Un legame forte con la città, che passa per il suo momento più importante, il 3 settembre. Sono gli uomini dell’Aves ogni anno a pesare la machina di Santa Rosa.

“La città è orgogliosa dell’Aves e non c’è viterbese che non abbia un amico o un parente che non abbia indossato il basco”.

In un momento particolare come quello legato all’emergenza Coronavirus, l’Aves non poteva non esserci. “Tutti i giorni – ha ricordato – Paolo Riccò – i piloti hanno volato per trasportare materiali necessari. Per fortuna non è servito a Viterbo, altrimenti saremmo intervenuti”.

C’è un forte impegno, portato avanti quotidianamente. “Tutto quello che facciamo è a favore delle popolazioni – continua Riccò – quando non siamo in missioni operative. Andiamo dove il paese ha interessi, non siamo guerrafondai. Sennò facciamo altro.

Oggi le ore addestrative le abbiamo trasformate in operative”. Effetto del taglio ai costi che ha colpito anche l’Aves.

“Vi ringrazio per il riconoscimento conclude Riccò – perché i miei uomini lo meritano. Uomini che ogni giorno senza mostrarlo portano aiuto. Dall’alto, dove il mondo appare più pulito e migliore”.

Apprezzamenti da parte dei consiglieri, maggioranza e opposizione, intervenuti dopo la consegna dell’onorificenza.

Giuseppe Ferlicca


La nota del comando dell’aviazione dell’esercito:

Questo pomeriggio, nella sala d’Ercole del Comune di Viterbo, il Sindaco Giovanni Maria Arena, alla presenza di tutto il consiglio Comunale (in parte presente in sala e in parte in videoconferenza),  ha consegnato al Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Paolo Riccò, la Cittadinanza Onoraria all’Aviazione dell’Esercito con l’iscrizione della stessa all’Albo d’Oro della Città.

Il Sindaco, prima di dare lettura della motivazione con cui l’Amministrazione Comunale di Viterbo nella seduta del Consiglio del 17 dicembre 2019 ha conferito all’unanimità la cittadinanza onoraria all’Aviazione dell’Esercito, ci ha tenuto a ringraziare ed esprimere parole di elogio per il lavoro che i baschi azzurri svolgono, da sempre in prima linea, per la difesa della Patria e la tutela della collettività. Con questo riconoscimento, per citare la motivazione, si premia “il coraggio, la profonda abnegazione, l’impegno incondizionato nella difesa dei valori nazionali, la presenza sul territorio e il sostegno assicurato alla collettività”.

Al termine, il Comandante dell’Aviazione dell’Esercito ci ha tenuto a ringraziare il Comune di Viterbo per questa onorificenza che: “i miei uomini e le mie donne meritano. Quello che facciamo è dedicato principalmente alla popolazione: noi voliamo guardando dall’alto la sofferenza ma voliamo proprio per portare aiuto da una parte all’altra del nostro Paese e questo riconoscimento per noi è un segno forte verso la nostra Specialità”.

Dopo le parole del Generale Riccò molti consiglieri comunali sono intervenuti per esprimere il loro consenso all’Aviazione dell’Esercito con parole cariche di orgoglio: “Per tutto il consiglio comunale è stato un onore dibattere e poi approvare questa onorificenza: sappiamo quali sacrifici fate ogni giorno[…]voi siete un esempio che tutti i cittadini dovrebbero seguire. Viterbo si fregia della vostra presenza che per tutti noi è motivo di vanto e di orgoglio”. Questo il pensiero della città per i suoi baschi azzurri.

Già all’inizio degli anni 50’ Viterbo diventa la sede del primo Reparto di volo dell’Aviazione Leggera dell’Esercito ospitando in un primo momento il Centro Addestramento Aviazione Leggera dell’Esercito e nel 1959 l’attuale Comando Aviazione dell’Esercito. Un sodalizio dunque che nel tempo ha dato vita a un legame filiale che da quasi 70 anni lega i baschi azzurri alla città di Viterbo.

L’attività del Comando Aviazione dell’Esercito si è chiaramente manifestata a vantaggio della popolazione viterbese e delle zone limitrofe soprattutto in situazioni di emergenza legate a calamità naturali. Ne è un lodevole esempio il soccorso fornito dalla Specialità, nel febbraio del 1971, in occasione del sisma che aveva colpito la città di Tuscania o l’impegno profuso nelle attività relative all’emergenza neve che ha colpito la città di Viterbo nel 2012 e nel 2018.

Ma il binomio Viterbo- baschi azzurri emerge anche attraverso quegli aspetti legati alla storia e alle tradizioni cittadine come la rituale “pesata” della macchina di Santa Rosa o le numerose iniziative sociali promosse dall’Aviazione dell’Esercito per sostenere quelle realtà locali in difficoltà.

Questo riconoscimento non è solo l’attestazione formale della stima e dell’affetto di cui tutti gli uomini e le donne dell’Aviazione dell’Esercito godono ma soprattutto l’ulteriore dimostrazione del forte senso di appartenenza e condivisione che lega l’istituzione militare al territorio.


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18 giugno, 2020

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