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Cultura - Riprende il ciclo di mostre a Palazzo Doebbing - Dal 26 giugno al 17 gennaio 2021

Incontri a Sutri, da Giotto a Pasolini

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Sutri - Vittorio Sgarbi a Palazzo Doebbing

Sutri – Vittorio Sgarbi a Palazzo Doebbing

Sutri – Incontri a Sutri. Da Giotto a Pasolini, dal 26 giugno 2020 al 17 gennaio 2021 presso Museo di Palazzo Doebbing.

“Riprende, ˗ annuncia Vittorio Sgarbi ˗ dopo una pausa più lunga del previsto, il ciclo delle mostre a Palazzo Doebbing di Sutri. Certamente una regia unica, e anche il desideriodel Sindaco, tra le mille dif coltà amministrative, di dare ai suoi concittadini tutto quelloche, almeno nel campo dell’arte che, in Italia, e in uno dei suoi borghi più belli, è tema centrale e costituzionale, è possibile fare vedere in un palazzo che offre le migliori condizioni espositive in tutta la Tuscia.

L’importante intervento nel Palazzo, che un tempo fu del vescovo,dell’architetto Romano Adolini, consente, a anco delle sale destinate al museo d’arte sacra, di avere spazi versatili in cui con limitate dotazioni, e questa volta grazie all’intervento diIntesa Sanpaolo, si possono mettere in collisione esperienze artistiche lontane e diverse.”

La mostra, ideata da Vittorio Sgarbi e prodotta da Contemplazioni, è infatti stata possibile grazie a Intesa Sanpaolo. “Il sostegno di Intesa Sanpaolo a questa importante mostra – dichiaraPierluigi Monceri, responsabile della direzione regionale Lazio, Sardegna, Sicilia, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo – testimonia un segnale di ripresa della vita sociale e culturale, unmessaggio di ducia e speranza per il futuro, dopo un momento complesso come quello cheabbiamo vissuto a causa dell’epidemia da Coronavirus. Sin dalle prime fasi dell’emergenza, la presenza capillare del Gruppo ci ha permesso di intervenire con misure straordinarie su tutto ilterritorio.

Abbiamo cercato di dare il massimo sostegno a famiglie e imprese, senza che questo compromettesse l’attenzione e il sostegno a favore dell’arte e della cultura. In questa nuovafase continueremo a sostenere il rilancio economico di settori strategici come il turismo, conl’obiettivo di rappresentare un elemento di forza per le comunità di cui siamo parte” .

Le oltre 250 opere esposte, che coprono un arco temporale che va dal VI secolo ad oggi,raccontano la vita di uomini e donne legati tutti da una personale e originale vocazione verso la ricerca del bello.

Ed è proprio dal passato che si riparte, con i reperti della Fondazione Luigi Rovati: Petala aurea (petali d’oro), sottili e minute lamine dorate di ambito bizantino e longobardo, fruttodella sopraf na abilità degli uomini dell’epoca.

Dal ricordo di questi artigiani che plasmavano le forme nel pensiero di Dio, si arriva al momento in cui l’arte è espressione di individui che reinterpretano la storia di Dio attraversola sensibilità degli uomini e la loro fragilità. Di questo ci parla Giotto, nelle sue mirabili e umanissime immagini sacre, nella sua Madonna, potentissimo volto riemerso di recente da una raccolta del Massachusetts e nel Croci sso attribuito alla sua bottega.

Legata alla storia d’Italia e, più precisamente a Roma, è poi l’esperienza di Franz Ludwig Catel che, in seguito al suo trasferimento dalla Germania poté esprimere a pieno la sua predisposizione all’arte attraverso la rappresentazione, nei suoi paesaggi, dei costumi italianie della vita popolare della città. Per testimoniare il suo affetto e la sua fraternità verso ilpopolo italiano che lo aveva così benevolmente accolto, lasciò – oltre alle sue innumerevoli opere – un cospicuo patrimonio a una Fondazione che oggi porta il suo nome.

Artista creativo per eccellenza è Tadeusz Kantor la cui arte incarna il suo spirito, la sua esperienza di vita, i suoi tormenti. Vive in prima persona tutte le sue operazioni teatrali cherappresentano la summa delle sue abilità; sono la fusione perfetta tra pittura, scultura, disegno, messa in scena, costruzione di installazioni. Per Kantor il teatro è “un luogo dove le leggi dell’arte si incontrano con la causalità della vita”.

In dialogo con il regista e scenografo polacco, l’artista siciliano Cesare Inzerillo esprime la suarealtà s gurata dalla morte e dai suoi rituali. Immortala comportamenti quotidiani, attitudini,modi di essere, di vivere, rappresentati da scheletri, da mummie estratte da una delle catacombe dei Cappuccini così frequenti in Sicilia. Ne è un esempio Ora d’aria 2020, un corpo logorato daun nemico invisibile ma mortale che fa ri ettere sulla fragilità umana in tempo di Coronavirus.

Al contrario, Livio Scarpella celebra con la sua scultura la bellezza, liberandola da quelsenso di morte che da sempre la accompagna. Aspira a ssare in eterno la vita trasferendolanel marmo, nel bronzo o nella terracotta, con un elegante realismo. Fonde la tradizione classica con elementi dissonanti e divergenti di derivazione prevalentemente pop. In unainedita congiunzione fra stile greco arcaico e Pop art, realizza una sorprendentemente vivaPatty-Kore ispirata a Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo.

Alessio Deli attualizza il classicismo rinascimentale con la ricerca e il recupero di nuovi materiali e racconta come, con il passare del tempo, si sia assistito alla rovina del mondo (con,ad esempio, il disastro ambientale fatto di scorie e di ri uti). Non accetta il presente in cui vive ma non perde la ducia in una possibilità di rinnovamento.

L’uomo e la natura sono i protagonisti dell’arte di Mirna Manni che approfondisce temi e problematiche del mondo contemporaneo attraverso forme visionarie e metaforiche cheinvitano a ri ettere e interrogarsi.

Fuori da ogni luogo e ogni tempo è la so sticata fotogra a di Chiara Caselli, capace di“rubare” attimi di intimità superando il limite dei preconcetti, e allo stesso tempo di regalare visioni rarefatte di spazi immensi e assoluti, in cui i con ni tra cielo e mare sono dif cilmente individuabili. Alla ricerca di un in nito irraggiungibile.

Opposta è la visione di Massimo Rossetti. Le sue vedute, seppur scorci parziali, inquadratein strisce orizzontali o verticali, permettono chiaramente di identi care un luogo reale, una città, un posto che fa attivare il ricordo e la memoria.

Restando in tema di realismo, Justin Bradshaw rende gli oggetti del quotidiano protagonistiassoluti della sua pittura, scovando in loro una certa sensualità e mostrando così la loro essenza.Ne Il Banchetto di Erode attualizza il famoso racconto biblico in chiave contemporanea e dipinge i protagonisti della vicenda con formidabile immediatezza, regalandoci la visione di una dinamica familiare e moderna.

Guido Venanzoni racconta con i suoi grandi teleri la vita di Caravaggio, ricordando gli episodi salienti della vita del pittore maledetto. Un progetto del tutto originale e primo al mondo nel suo genere dal momento che mai nessun artista è stato protagonista di un ciclo così ampio relativo alla sua esistenza. Venanzoni decide di farlo con il suo gusto narrativo ottocentesco.

Caravaggio o, meglio, la sua ricerca sulla luce sono state analizzate e approfondite da Gherardo delle Notti quando dal 1610 si trasferisce in Italia per circa un decennio. A testimonianza di ciò, il suggestivo San Sebastiano curato da Irene, esposto in mostra, che conferma l’artista un regista di atmosfere.

Le fotogra e di Dino Pedriali permettono di entrare nell’intimità di Pier Paolo Pasolini, perché quest’ultimo appare «in quanto io stesso, in carne ed ossa». Sono scatti unici e di una rara intensità, una vera a propria testimonianza delle ultime settimane di vita di Pasolini, della sua quotidianità e del suo corpo, prima che, il 2 novembre del 1975, venisse massacrato edilaniato con una violenza inaudita.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica secondo i seguenti orari: 10 – 18 con ultimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura.


Incontri a Sutri, la nota di Intesa San Paolo

Il nostro Paese è custode di una storia culturale ineguagliabile, ricca di stagioni, luo- ghi, maestri e capolavori non sempre pienamente conosciuti. Assecondando una lunga e consolidata tradizione, Intesa Sanpaolo interpreta da sempre il proprio impegno in campo culturale e artistico quale vera e propria assunzione di responsabilità sociale, nella consape- volezza che il ruolo di un’impresa bancaria di rilevanza nazionale sia quello di contribuire allo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio, al ne di assicurare un fecondo rapporto con le tante realtà regionali di cui viene condivisa la crescita civile.

Con questa nalità, nel 2011 è stato avviato il Progetto Cultura, un piano di interventi temporanei e permanenti nel campo dell’arte e della cultura, rinnovato di triennio in trien- nio con il supporto di un apposito comitato scientico. Il progetto persegue l’obiettivo prioritario di consentire alla collettività la fruizione del patrimonio storico, artistico e archi- tettonico del Gruppo attraverso le Gallerie d’Italia, polo museale con sedi a Milano, Napoli e Vicenza, e prossimamente a Torino, di contribuire alla tutela e al restauro dei beni artistici e culturali del Paese attraverso il programma denominato Restituzioni. Il Progetto Culturarealizza inoltre mostre temporanee su progetti scientici originali, grazie anche a prestiti e scambi con istituzioni museali nazionali e internazionali.

All’attività propria, Intesa Sanpaolo afanca le collaborazioni con importanti istitu- zioni ed enti pubblici e privati, per promuovere presso il grande pubblico la passione per l’arte e la cultura. In quest’ambito si inserisce il sostegno alla mostra Incontri a Sutri, originale progetto espositivo che porta nella piccola perla della Tuscia inediti e suggestivi “incontri” tra eccellenze artistiche anche molto distanti tra loro.

Il sostegno di Intesa Sanpaolo alla mostra testimonia un segnale di ripresa della vita so- ciale e culturale, un messaggio di ducia e speranza per il futuro, dopo un momento difcile e complesso come quello che abbiamo vissuto a causa dell’epidemia da Coronavirus. Sin dalle prime fasi dell’emergenza la Banca ha messo in atto una serie di importanti iniziative per contrastare la diffusione del virus e far fronte alle esigenze sanitarie, economiche e so- ciali del Paese, senza che questo compromettesse l’attenzione e il sostegno a favore dell’arte e della cultura.

Intesa Sanpaolo


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21 giugno, 2020

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