Viterbo – Profondo rosso per il mercato dell’auto. Ma ora sta per arrivare una forte ripresa. Anche grazie alle agevolazioni che il governo dovrebbe mettere in campo. Anche se fino ad ora ha fatto poco o nulla.
Il settore è tra quelli più colpiti dall’emergenza sanitaria e i numeri del ministero dei Trasporti parlano chiaro.
Da gennaio a giugno 2019, in tutta Italia, sono state immatricolate 1.083.184 automobili contro le 583.960 dello stesso periodo nel 2020. Il calo delle vendite è del 46,09% e corrisponde a mezzo milione di veicoli.
Malgrado il giorno lavorativo in più e la riapertura della maggior parte delle attività economiche dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19, la crisi continua anche a giugno con un -23% rispetto al 2019 che fa sperare, ma non soddisfa gli addetti ai lavori.
Il crollo colpisce anche la Tuscia, dove i numeri del ministero riflettono in larga parte le medie nazionali.
Malissimo i mesi di lockdown: 94 immatricolazioni a marzo 2020 rispetto alle 538 del 2019 e nove immatricolazioni ad aprile 2020 rispetto alle 568 del 2019. Nel primo caso il calo è dell’82,53% e nel secondo del 98,42%.
Male anche maggio con 364 immatricolazioni rispetto alle 577 del 2019 (-36,92%), un po’ meglio giugno con un -14,62% che corrisponde alle 444 immatricolazioni del 2020 rispetto alle 520 del 2019.
Tra le preferenze dei viterbesi, nell’ultimo mese, le vetture Fiat (57), Renault (37), Peugeot (34) e Volkswagen (30).
Il dato complessivo della provincia di Viterbo parla di 1.875 immatricolazioni da gennaio a giugno 2020 contro le 3.379 dello stesso periodo dell’anno precedente. Un -44,51% che si traduce in 1.504 auto in meno vendute nell’arco di sei mesi dai concessionari della Tuscia.
“E’ un dato atteso – spiega Michele Crisci, presidente dell’Unrae, associazione delle case automobilistiche estere -. La sola ripartenza delle attività economiche non basta a riavviare la domanda di autovetture da parte di famiglie e imprese, colpite dalla lunga chiusura e dalle forti preoccupazioni per un futuro incerto.
Mentre negli altri paesi europei, Germania e Francia in primis, i rispettivi governi hanno già dato risposte chiare e forti, prosegue l’assordante silenzio del governo italiano. A conferma dell’efficacia di specifici piani di sostegno al settore auto, già a giugno il mercato francese, il primo a pubblicare dati mensili, è tornato in positivo.
Chiediamo quindi al governo un provvedimento verticale con misure specifiche per il settore automotive, con l’obiettivo di accelerare il rinnovo del parco circolante, pericoloso sia per l’ambiente sia per la sicurezza dei cittadini, e di sostenere il rilancio della domanda, nel rispetto della neutralità tecnologica e senza tetti di prezzo dell’autovettura.
Chiediamo inoltre l’allineamento del regime fiscale sulle auto aziendali a quello degli altri paesi europei, a partire dalla detrazione dell’Iva al 100%”.
Insomma se il governo ci mette mano il settore è pronto a ripartire.
Samuele Sansonetti
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