Trento – Niente condanna a morte per l’orsa JJ4- Gaia. O meglio, niente condanna a morte per ora.
Il Tar di Trento ha infatti parzialmente accolto il ricorso presentato da alcune associazioni animaliste contro l’ordinanza di abbattimento dell’orsa che lo scorso 22 giugno ha aggredito due persone, padre e figlio, sul monte Peller, in Trentino.
Il tribunale, in una giornata che le associazioni definiscono “storica”, ha di fatto sancito che la decisione di uccidere l’orsa, come previsto da un’ordinanza firmata dal presidente Maurizio Fugatti, non sarebbe proporzionata ai fatti accaduti, ancor di più perché lo stesso piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso sulle Alpi prevede anche azioni energiche alternative all’opzione letale. Come la cattura e la reclusione dell’animale o l’applicazione di un radiocollare.
“Un grandissimo risultato che ora obbliga il presidente della provincia di Trento Fugatti a disattivare le gabbie di cattura e richiudere i fucili del corpo forestale nei loro armadi, nessuno potrà torcere un pelo all’orsa”. Così, in una nota, le associazioni ambientaliste e animaliste Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf esultano per la decisione del Tar di Trento.
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