Potocari – Era l’11 luglio 1995 quando le truppe serbo-bosniache del generale Ratko Mladic sono entrate nella città di Srebrenica. La guerra in Bosnia andava avanti da tre anni, ma il peggio doveva ancora arrivare.
Proprio a Srebrenica i serbi in una sola settimana hanno massacrato circa 8300 musulmani sotto gli occhi inermi dei caschi blu. Da quel momento il nome della città sarebbe stato collegato a uno degli episodi più atroci e violenti della storia.
Questa mattina al cimitero memoriale di Potocari, a Srebrenica, un centinaio di persone si è riunito per ricordare le vittime in occasione del venticinquesimo anniversario del loro massacro.
Alla cerimonia però ha partecipato un numero ridotto di persone rispetto agli scorsi anni per via delle norme di sicurezza dovute all’emergenza Covid-19. Molte delle personalità che avrebbero dovuto presenziare la cerimonia hanno inviato dei messaggi video. Le commemorazioni si sono concentrate sulla tumulazione delle nove vittime i cui resti sono stati trovati recentemente in una fossa comune.
Il massacro di Srebrenica è stato ricordato anche al di fuori della Bosnia. Sui social oggi si leggono molti post che ricordano quanto successo 25 anni fa. Il premier Conte su Twitter ha scritto: “Il genocidio di Srebrenica di 25 anni fa rimane una delle pagine più buie della storia europea, frutto di odio e della violenza nazionalista. Il riconoscimento e la tutela dei diritti umani e il perseguimento della pace sono valori essenziali per l’Europa e per l’umanità intera”.
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