Bergamo – “Mantenere lo stato di emergenza ci permette di essere reattivi nel caso ci fosse una crescita di casi”. A parlare è il dottor Franco Locatelli, presidente del consiglio superiore di sanità e membro del comitato tecnico scientifico. Le sue parole in un’intervista a Repubblica in cui Locatelli, dalla sua Bergamo dove è tornato qualche giorno fa, parla della possibile proroga dello stato di emergenza in Italia per il Covid-19. Un’ipotesi che vede Locatelli favorevole.
“Premetto – spiega – che questa scelta spetta alla politica, al parlamento che è sovrano. Io credo che mantenere lo stato di emergenza ci permetta una maggiore capacità di essere reattivi, di mettere in atto tutte le misure che servono a gestire adeguatamente la situazione pandemica, dalla quale non siamo usciti, soprattutto nel caso ci fosse una crescita di casi. Questa ovviamente è la mia opinione da cittadino. Se poi tra tre mesi davvero non avremo più malati e il virus si sarà estinto, cosa di cui dubito molto, si è sempre in tempo a cambiare. Non è una scelta scolpita sulla pietra“.
Per Locatelli “c’è il rischio che la situazione peggiori di nuovo” e quindi “è meglio essere pronti”.
“Non ne siamo ancora fuori – specifica dalle colonne di Repubblica –. Lo dimostrano i numeri che vediamo ogni giorno, lo dimostrano i cluster che si sono verificati in varie aeree, da Mondragone a Palmi, dal Veneto a Bologna…Siamo usciti dal quadro drammatico ma non siamo fuori dal problema epidemia da Coronavirus… va sfruttato al meglio questo periodo per ridurre sempre più la circolazione del virus, perché arriveranno i mesi tardo-autunnali e invernali con condizioni climatiche che favoriscono la circolazione dei virus respiratori. E il Sars-cov-2 non fa eccezione”.
Locatelli giudica “saggia” la scelta del ministro Speranza di bloccare i voli provenienti da 13 paesi. “E’ stata una decisione saggia – spiega – del ministro Speranza…In certi grandi paesi come il Brasile, il Cile e il Perù, la curva epidemica non è affatto sotto controllo, anzi. Del resto stiamo avendo diversi casi di importazione, come quelli delle persone rientrate dal Bangladesh”.
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