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Il giornale di mezzanotte - Roma - Fanno parte della Gramas insieme alla macchina di Santa Rosa - Oggi sono esposti insieme al museo delle Civiltà di Roma

I Gigli di Nola immortalati nel film “Profondo rosso”

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La scena di Profondo rosso

La scena di Profondo rosso

Macchine al Muciv

Macchine al Muciv

Gigli di Nola al Muciv

Gigli di Nola al Muciv

Gigli di Nola al Muciv

Gigli di Nola al Muciv

Frammento di candeliere al Muciv

Frammento di candeliere al Muciv

Roma – I Gigli di Nola, che fanno parte insieme alla Macchina di Santa Rosa della Gramas – Rete delle Grandi Macchine a spalla, immortalati in alcune scene del film “Profondo rosso” di Dario Argento, uscito nelle sale cinematografiche nel 1975.

A notare questo importante particolare è stato Massimo Mecarini, vicepresidente della stessa Rete e anche Presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa, al quale non sfugge nulla: “A dire il vero uno sembrava essere un bozzetto mai realizzato a grandi dimensioni della Macchina viterbese con sotto i Facchini – afferma Mecarini – ma poi guardandolo meglio si capisce che si tratta di un Giglio”.

Le riprese del famoso film sono state girate all’interno del Museo delle Civiltà di Roma, in Piazza Marconi all’Eur, e mostrano come oggetti di arredamento alcuni bozzetti e altri frammenti delle strutture utilizzate nella festa nolana celebrata in onore di San Paolino.

La pellicola di “Profondo rosso”, di genere tra il thriller e l’horror, ebbe un grande successo di pubblico anche per i terrificanti effetti speciali che conteneva e per le musiche “rock progressive” utilizzate nella colonna sonora. Alcune composizioni sono firmate anche dal pianista jazz Giorgio Gaslini.

La scena, che è tra il cinquantesimo e il sessantesimo minuto, è ambientata nella “biblioteca del folklore e delle tradizioni popolari” nella quale il protagonista Marc si reca a cercare tracce della “villa del bambino urlante” descritta nel libro di Amanda Righetti ricavata all’interno del Museo Nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma nel quartiere Eur.

Il luogo all’interno del Museo delle Civiltà di Roma, ancora oggi ampiamente riconoscibile, risulta arricchito da testimonianze materiali riguardanti, oltre ai Gigli di Nola, anche dalla Macchina di Santa Rosa, dalla Varia di Palmi, dai Ceri di Gubbio e dai Candelieri di Sassari. In particolare il trasporto viterbese è rappresentato, tra l’altro, da un bellissimo bozzetto realizzato da Papini agli inizi del Novecento (i custodi del muso dicono che sia del 1911), da un grande pezzo della Macchina realizzata da Raffaele Ascenzi, dalla statua della Santa, e da foto e immagini arricchite da proiezioni video.

A Viterbo gli amministratori comunale parlano ancora della realizzazione di un museo dedicato al trasporto della Macchina di Santa Rosa. A Roma l’hanno, in un certo senso, già realizzato.

Silvio Cappelli


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24 luglio, 2020

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