Tarquinia – Si chiama “Modi indefiniti” (editore Interno poesia), la seconda raccolta di Federica Gallotta presentata nei giorni scorsi.
63 poesie in cui la poetessa 30enne, originaria di Tarquinia, lacera il velo della realtà senza giudicare né staccare mai i piedi da terra.
Cotidie, heroides e ridicula, le tre sezioni in cui si articola il libriccino, è insieme sperimentazione e aratura linguistica che passa dall’apparente afonia pianeggiante della prima parte (la più corposa e rapida con 35 componimenti e un massimo di dieci versi), al dramma senza alba della seconda, fino all’esigenza della normalità dell’ultima in un gioco ironico in cui il bersaglio è la poetessa stessa.
Un larghissimo che diventa andante sulla barra di un “tempo che scorre ma non intacca: le liste di proscrizione, a esaurimento tutto nostro”.
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