Viterbo – (g.f.) – Si fa presto a parlare di città turistica e visitatori. Se l’amministrazione comunale non riesce a riaprire nemmeno il museo civico o palazzo dei Priori, i discorsi stanno a zero.
È la situazione a Viterbo, ma il consigliere comunale Massimo Erbetti ci trova una certa coerenza nell’operato del centrodestra.
“Se non riescono nemmeno ad aprire gli uffici anagrafe al pubblico – dice ironicamente ma nemmeno tanto Erbetti – possono riuscire ad aprire il museo o palazzo dei Priori?”. La risposta implicita è no.
“Comincio a pensare che oltre alla capacità politica manchi proprio la voglia di fare le cose”.
Palazzo comunale e museo civico sono off limits dal lockdown, tuttavia la maggioranza si è affrettata a far approvare la delibera per il biglietto unico, mettendo a circuito le realtà cittadine. “Per quello si sono sbrigati”. Anche se allo stato attuale c’è il prezzario, ma mancano le attrazioni. “Un provvedimento che in questo momento non serve a niente – osserva Erbetti – oltretutto palazzo dei Priori non è nemmeno a norma.
Tralasciando questo aspetto, il prezzo giornaliero stabilito è sui 18-20 euro per visitate tutti i musei. Quello singolo d’entrata sommando tutte le realtà incluse arriverebbe a costare oltre 35 euro”.
Il che fa sorgere un dubbio. “Gli altri poli, Rocca Albornoz, Colle del Duomo, Villa Lante, come fanno a convenzionarsi? Non accetteranno mai”.
Meglio sarebbe stato dedicare tempo ad altro. Magari pensare a riaprire i siti o impostare l’estate viterbese?”. Non è andata così. Niente estate viterbese, porte sbarrate. Ma c’è il biglietto unico.
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