Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con la scomparsa di Paolo Finzi, illustre studioso, perspicuo saggista e generoso militante anarchico, la nonviolenza in cammino ha perso un maestro e un compagno.
Un maestro sapiente e accudente, capace di ascolto, di comprensione e di consiglio, di porre le giuste ineludibili domande e di donare una parola saggia e schiudente, di vedere sempre le persone oltre le idee e i fatti, di cogliere, interpretare, preservare e liberare ciò che di umano vi è nella storia e nelle storie.
Un compagno mite e generoso, fedele alla verità, sempre disposto a soccorrere chiunque di aiuto avesse bisogno, sempre disposto a condividere il bene e i beni, un oppositore nitido e intransigente di tutti i poteri violenti, un resistente contro tutti i fascismi comunque camuffati, una persona che salvava le vite.
Ma non solo la nonviolenza perde un maestro e un compagno: la cultura e la vita civile italiana hanno perso un intellettuale e un militante che sempre di più negli anni futuri sarà riconosciuto come una delle figure maggiori dell’impegno morale e civile di questi tragici e cruciali decenni.
Ma soprattutto hanno perso un fratello tutte le oppresse e tutti gli oppressi che in Paolo Finzi hanno avuto un compagno di lotte, un difensore dei diritti inerenti a ogni persona e del bene comune, un organizzatore infaticabile, un chiarificatore delle ragioni della lotta, un educatore al vero e al giusto, alla libertà e alla comprensione, alla misericordia che insorge contro ogni oppressione, contro ogni menzogna, contro ogni violenza.
Paolo Finzi non è stato soltanto un grande intellettuale libertario, un esemplare militante anarchico e un testimone, uno studioso, uno storico, un pubblicista e un conferenziere sempre attento, sempre acuto, sempre rigoroso sotto il profilo intellettuale, morale, politico. Un umanista e un combattente per la liberazione dell’umanità, consapevole sempre del nesso che unisce i mezzi e i fini.
È stato un punto di riferimento per persone ed esperienze assai diverse tra loro, che in lui, nel suo riflettere e agire costantemente dialogici, trovavano le ragioni dell’unità sostanziale delle loro lotte e delle loro speranze.
Di “A. Rivista anarchica”, la rivista di cui era fondamentale animatore, ha fatto una delle migliori riviste mensili italiane e internazionali di politica e cultura, di ricerca teorica ed esperienziale, di riflessione etica e politica, di indagine antropologica e sociale, di documentazione e di dibattito non solo per l’area libertaria, ma per tutte le persone di volontà buona, tutte.
Fu giovanissimo tra gli anarchici perseguitati nei giorni della strage di stato, serbò viva memoria di Pino Pinelli e ne continuò la lotta; scrisse libri fondamentali su illustri figure del movimento anarchico come Errico Malatesta e Alfonso Failla (padre della sua compagna Aurora), pubblicò molti studi e contribuì intensamente a promuovere una vasta e sempre più estesa opera storiografica sul pensiero libertario e sul movimento anarchico che costituisce una fonte e un apporto imprescindibili per l’intera storiografia contemporanea e per gli studi filosofici, politici e sociali.
Preziose fra tante altre pubblicazioni – anche multimediali – il volume sulla luminosa figura della madre Matilde Bassani Finzi partigiana, i lavori sulla cultura e i diritti del popolo rom, sull’amico Fabrizio De Andre’, su altre figure ed esperienze antifasciste e libertarie.
Innumerevoli le iniziative di solidarietà in cui fu impegnato, sempre in difesa della vita, della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani, sempre opponendosi a ogni potere oppressivo, a tutti gli abusi, a ogni struttura che nega la libertà e la verità umana.
Nel ricordo di Paolo Finzi, alla scuola di Paolo Finzi, dobbiamo proseguire nella lotta contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.
Nel ricordo di Paolo Finzi, alla scuola di Paolo Finzi, dobbiamo proseguire nella lotta in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, in difesa dell’intero mondo vivente.
Nel ricordo di Paolo Finzi, alla scuola di Paolo Finzi, dobbiamo proseguire nel contrasto a tutte le strutture che negano l’eguale dignità e la costitutiva libertà di tutti gli esseri umani.
Nel ricordo di Paolo Finzi, alla scuola di Paolo Finzi, dobbiamo proseguire nella solidarietà con tutte le vittime di tutte le oppressioni, di tutte le menzogne, di tutte le violenze.
Nel ricordo di Paolo Finzi, alla scuola di Paolo Finzi, dobbiamo perseverare nella condivisione del bene e dei beni, nella costruire di una società di persone libere ed eguali in cui da ciascuna sia donato secondo le sue capacità e a ciascuna sia donato secondo i suoi bisogni.
Paolo Finzi volle e seppe essere l’umanità come dovrebbe essere. Che l’esempio della sua intera vita ci ispiri e ci sostenga.
Possa la grata memoria dei tanti doni che ci ha lasciato temperare in questi giorni di lutto il dolore lancinante della perdita.
Alla compagna di tutta la vita Aurora, ai figli, ai familiari tutti, alle compagne e ai compagni di “A. Rivista anarchica” e delle tante altre imprese da lui promosse e condivise vada in queste ore anche la nostra affettuosa vicinanza.
Centro di ricerca per la pace, i diritti umani
e la difesa della biosfera di Viterbo
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