Viterbo – Piscina, in quarta commissione passa la delibera per l’affidamento della gestione alla Federazione italiana nuoto, ma il dibattito si fa aspro e l’ok al centro federale arriva per un soffio: 6 voti a favore e 5 contrari.
Dice no, dalla maggioranza, Sergio Insogna (Fondazione).
L’opposizione, con la partecipazione ormai non più straordinaria di Insogna, demolisce la scelta e relativa delibera.
Il canone: “Prevedere mille euro al mese per una struttura del genere è ridicolo”, tuona Lina Delle Monache (Obiettivo comune).
La possibilità per la Fin dopo tre anni di poter lasciare se la situazione, vedi Covid, non dovesse consentire lo svolgimento dell’attività: “Un limite assurdo”, chiosa Insogna (Fondazione).
Le condizioni generali: “I precedenti gestori versavano un canone di 90mila euro, con investimenti di 120mila, per un totale annuo di 210mila euro. Invece adesso la manutenzione straordinaria è a carico dell’ente – fa notare Alvaro Ricci (Pd) – a queste condizioni anche io o l’assessore De Carolis la potevamo prendere in gestione”.
Si rinuncia al bando pubblico, quello che più volte è stato evocato dalla minoranza, invitando il centrodestra a tornare sui propri passi, per un affidamento diretto alla Federazione italiana nuoto, col presupposto che sia un soggetto pubblico. “Ma in realtà – sostiene Letizia Chiatti (Viterbo 2020) – che sia ente pubblico è materia controversa”.
Anche la durata dell’affidamento, 8 anni, rinnovabili per altri 8, fa sorgere più di un dubbio. “Il regolamento ancora in vigore per gli impianti sportivi – precisa Insogna – parla di 5 anni, escluso ogni tacito rinnovo. La delibera è debole”.
L’invito è a frenare. La maggioranza, con una sola eccezione, non coglie. La delibera passa e lo scontro si sposta in consiglio comunale, mentre il tempo passa.
“Con le proroghe dell’attuale affidamento provvisorio – fa due conti Ricci (Pd) – a 30-40mila euro al mese, con questo bailamme, ci sono state spese per l’amministrazione pari a 200mila euro. Questo è un danno erariale. Perché c’era un’indicazione del consiglio comunale per predisporre un bando pubblico e far partire la gara e non è stato fatto”.
Il dirigente Celestini spiega che le procedure non sono state avviate per mancanza di fondi, necessari a istruire le procedure. Poi arrivati, ma con parecchio ritardo.
“Perché – continua Ricci – c’era la volontà politica di non procedere al bando.
C’è stato un indirizzo del sindaco in contrasto col consiglio comunale, che io ritengo illegittimo.
Ecco perché vi dico limitate i danni, che finora ha prodotto solo la giunta. Avallando la procedura anche il consiglio comunale ne diverrà parte, pure in caso di danno erariale, che c’è. Come si fa a negarlo? E dovremo pure aggiornare l’esposto ala corte dei conti”.
Giuseppe Ferlicca
– Ricci (Pd): “Arena ha trasformato la piscina in un referendum su se stesso…”
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