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Roma – “È necessario creare un comitato scientifico alternativo, ma altrettanto valido per competenze ed esperienze, a quello istituzionale del governo” con queste parole Vittorio Sgarbi, organizzatore del convegno ‘Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti’ ha esposto la propria posizione.
Il convegno, tenuto nella biblioteca del Senato, ha riuniti esperti, studiosi, ricercatori e medici “negazionisti” del Covid, sostenitori della teoria secondo cui in Italia il Coronavirus non è più una realtà di cui preoccuparsi.
L’evento è stato organizzato da Vittorio Sgarbi, critico d’arte, senatore e sindaco di Sutri, e da Armando Siri, ex sottosegretario del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“Le istituzioni devono ascoltare anche la voce di chi dice da settimane che in Italia il Covid non c’è più – ha detto Vittorio Sgarbi -, esiste un rapporto ufficiale del governo tedesco che definisce il Covid-19 come falso allarme globale. Da due mesi non c’è un solo morto di coronavirus”.
Al convegno ha partecipato anche Matteo Salvini. “Io non ce l’ho la mascherina e non me la metto”, così il leader della Lega quando un funzionario lo ha sollecitato a indossare il dispositivo di protezione individuale.
“C’è la sensazione di essere in un ritrovo di carbonari, di negazionisti – ha detto Matteo Salvini -. Se c’è gente strana, io qui mi trovo benissimo”.
“La libertà di pensiero – ha proseguito Salvini – è il primo bene a rischio: c’è un fronte di chi ha un’idea diversa rispetto al mainstream. Io mi sono rifiutato di salutare di gomito. Se uno mi allunga la mano, mi autodenuncio, gli do la mano”.
Michele Ainis, giurista e costituzionalista ha esposto la propria visione: “Non possiamo negare che ci sia una pandemia mondiale con oltre 16 milioni di persone contagiate. Ma dobbiamo anche ammettere che sono state violate alcune libertà costituzionali. I bollettini di contagio – ha infine concluso il leader della Lega – sono terrorismo mediatico”.
È intervenuto in collegamento su Skype anche Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, “Ho detto tempo fa, e lo ribadisco, che dal 31 maggio il virus è clinicamente inesistente. Forse ho sbagliato – ha specificato Zangrillo – i toni con cui l’ho detto e chiedo scusa, ma finora nessuno è riuscito a confutare le mie parole”.
Riguardo la possibilità di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 ottobre, come ipotizzato dal ministro Speranza e dal presidente Giuseppe Conte, Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale, ha affermato: “Non si può prorogare lo stato di emergenza fino al 31 ottobre”.
Al convegno anche il cantante Andrea Bocelli, che a inizio marzo era stato contagiato dal Coronavirus: “C’è stato un momento, durante il lockdown, in cui mi sono sentito umiliato e offeso per la privazione della libertà di uscire di casa senza aver commesso un crimine e devo confessare pubblicamente di aver disobbedito a questo divieto che non mi sembrava giusto e salutare”.
Non era presente al convegno Guido Silvestri, professore alla Emory University di Atlanta, che si era rifiutato di partecipare all’iniziativa ed era stato etichettato da Sgarbi come “meschino”. Silvestri aveva risposto al critico d’arte su Facebook scrivendo: “Vittorio Sgarbi, storico dell’arte e deputato della Repubblica, dice che sono un ‘meschino’ perché mi sono rifiutato di andare ad un convegno a cui partecipano soggetti che hanno propagandato nozioni pseudo-scientifiche. Curiosamente, l’associazione che organizza l’evento si chiama “Osservatorio permanente sulle libertà fondamentali”. Evidentemente, secondo Sgarbi, tra questa libertà, non c’è quella di scegliersi i propri interlocutori”. “E così – ha concluso Guido Silvestri -, dopo questo insulto, di motivi per non andarci, a quel convegno, ce sono due anziché uno”.
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