Roma – “Roma è una città antifascista, nessun fraintendimento in merito” ha affermato la sindaca Virginia Raggi. Non ci sarà un museo sul fascismo a Roma.
La consigliera pentastellata Gemma Guerrini, supportata dai consiglieri comunali Massimo Simonelli e Andrea Cola, avevano proposto di creare un museo sul fascismo. L’intento del museo sarebbe stato quello di rispondere alla “necessità di contrastare il negazionismo e l’ignoranza ancora diffusa sui fatti accaduti nella prima metà del Novecento in Italia durante il regime fascista”.
“Siamo allarmati – ha detto l’Anpi -: non si prevede esplicitamente un museo sui crimini del fascismo, sull’esempio di quanto realizzato in Germania, ma semplicemente sul fascismo. Immaginiamo quanti non vedano l’ora di poter dimostrare che il fascismo ha fatto anche cose buone. Nella mozione si fa inoltre riferimento sia al nazismo che alla guerra fredda e si arriva a citare il museo in Ungheria che a Budapest, oscenamente, accomuna nazisti e comunisti”.
“La mozione presentata dalla consigliera Gemma Guerrini – è intervenuta la consigliera regionale Michela Di Biase – ci mette di fronte a un bivio: o non si conosce la storia o non si conosce l’italiano. Le ricordiamo che Roma è medaglia d’oro alla resistenza e non ha bisogno di un museo ‘sul’ fascismo ma di sostenere i luoghi dell’antifascismo e tutte le iniziative culturali e istituzionali che rafforzano questa cultura”.
“Ho ricevuto critiche da tutte le parti, e ho deciso di ritirare la mozione perché non voglio assolutamente entrare nella polemica mediatica” ha scritto Gemma Guerrini, la consigliera che aveva proposto la mozione. “Se devo scrivere un saggio sul fascismo – ha concluso Guerrini – non lo intitolo ‘saggio sull’antifascismo’. È la verità documentale che dà le risposte, non scrivo con l’idea pregiudiziale, sono una storica e la verità documentale è quella che conta”.
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