Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Unindustria - Il presidente Merlani e il direttore Delli Iaconi illustrano la situazione dell'economica della Tuscia

Crisi, ancora non c’è luce in fondo al tunnel

di Giuseppe Ferlicca
Condividi la notizia:

Il presidente Merlani e il direttore Delli Iaconi

Il presidente Merlani e il direttore Delli Iaconi

Valerio Maria Lazzari, Domenico Merlani e Antonio Delli Iaconi

Valerio Maria Lazzari, Domenico Merlani e Antonio Delli Iaconi

– Un 2011 meno peggio del previsto e un 2012 pessimo.

L’indagine congiunturale di Unindustria sull’andamento economico a Viterbo lascia pochi spazi all’immaginazione. La crisi c’è e si vede, la luce in fondo al tunnel è intermettente, s’intravede e poi scompare. Per uscirne dovrà passare ancora del tempo. Meglio non fermarsi ai soli numeri, ma andare oltre.

“L’indagine – spiega il presidente Domenico Merlani – fornisce gli strumenti per comprendere lo stato di fatto, ma da qui dobbiamo cercare di capire le dinamiche future e io di positivo vedo, basandomi sulle risposte date da diversi imprenditori, l’intenzione di reinvestire sula propria azienda”. Quindi la volontà d’affrontare (e possibilimente superare) la crisi più pesante dal dopoguerra a oggi.

Se l’anno appena trascorso – osserva Merlani – è andato meno peggio del previsto, in quello in corso sta accadendo l’esatto contrario”. Le aziende fanno fatica a tirare avanti. “Nel settore ceramico – continua Merlani – aziende che si sono modernizzate, spingendo sull’export, presentano dati non drammatici. Le altre soffrono molto di più”.

La produzione cala dell’1,5% e guardando i dati pre crisi, riferiti al 2007, la flessione è del 13,7% (dato nazionale -16,5%). Meglio il fatturato, in crescita dello 0,6%, con l’export a +0,9%. Le prestazioni migliori, nel comparto della filierra cartotecnica, stampa, editoria (+16,9%), quindi il settore alimentare (+8,6%).

In flessione i ricavi dell’industria ceramica (-0,4%) ed estrattiva (-7,1%), così come quella meccanica (-8,4%). Giù anche il settore edile per fatturato e produzione, calo ancora più evidente nel 2012. Situazione non proprio rosea nemmeno sul fronte lavoro (-0,5%), a fine giugno rispetto all’inizio dell’anno. Pagano di più lo scotto della crisi gli operai piuttosto che gli impiegati e nel campione d’aziende contattate, solo l’8% prevede incrementi di personale e il 22% contrazioni.

Cresce il ricorso alla cassa integrazione, in particolare quella in deroga e nel settore edile, stando a un primo studio della Cassa edile di Viterbo, nei primi sei mesi dell’anno la diminuzione delle ore lavorate è pari al 26,9% per il primo trimestre e al 28,9% per il secondo.

Il che porterà a una flessione del 25%, dovuta anche al maltempo e alle nevicate che hanno bloccato del tutto le attività per diversi giorni.

“Viviamo una congiuntura in cui – spiega Valerio Maria Lazzari che con Raffaella Cerica ha redatto l’indagine – le situazioni cambiano nel giro di tre – quattro mesi. Gli scenari si capovolgono”.

Sul 2012, però, sembrano esserci pochi dubbi. “In particolare per alcuni settori, siamo in caduta libera. Nel settore edile l’unica branca che tiene è quella relativa alle ristrutturazioni, perché c’è la possibilità d’usufruire d’agevolazioni”.

L’indagine comprende anche un’analisi congiunturale dal 2008 al 2011. “Viterbo – spiega il direttore Antonio Delli Iaconi – fa meglio rispetto a realtà come Latina o Rieti. Ma la ragione va ricercata nel fatto che a Viterbo ci sono meno strutture industriali e la crisi colpisce dove le concentrazioni sono maggiori.

Da noi le ditte individuali sono il 70% del totale e col tempo si è capito che piccolo non è poi tanto bello. Non si riescono a realizzare quelle economie di scala che consentono d’affrontare meglio le difficoltà”.

Nell’analisi che riguarda la ceramica dei sanitari nel distretto di Civita Castellana emerge come al 31 dicembre 2011 ci sia stato un calo nelle vendite pari al 15,43%. Il prodotto più venduto è il lavabo (31,59%), seguito dai vasi (27,38%), bidet (16,37%) e piatti doccia (14,49%). Il fatturato civitonico guarda molto oltreconfine. Il 67,58% è determinato dall’export e il rimanente 32,42% è realizzato in Italia.

L’indagine sarà presentata all’assemblea generale di Unindustria Viterbo, giovedì 15 novembre alle ore 17 presso l’Hotel Salus e delle Terme di Viterbo in Strada Tuscanese. Tra gli ospiti il vice presidente nazionale di Confindustria Aurelio Regina, il presidente di Unindustria Lazio Maurizio Stirpe e il giornalista Antonio Polito.


Condividi la notizia:
12 novembre, 2012

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/