Varsavia – Il governo polacco mette in atto una nuova repressione nei confronti dei manifestanti Lgbt.
Ieri due attivisti sono stati prelevati in casa e fermati dalla polizia, mentre altri sono stati condannati per direttissima a due mesi di prigione. I condannati avevano organizzato nei giorni scorsi manifestazioni pacifiche in occasione del gay pride e avevano posto la bandiera arcobaleno su alcuni monumenti della città.
Mentre ieri la polizia trasportava in auto i condannati, la folla ha circondato pacificamente le vetture della polizia per impedire che avvenissero gli arresti. Gli agenti sono intervenuti con violenza sferrando manganellate per evitare che chiunque si avvicinasse alle auto. Oltre 50 persone sarebbero state caricate sui furgoni della polizia e posti in stato di fermo.
“Nessuna tolleranza contro questi seguaci di un’ideologia perversa e di sinistra che violano la legge” hanno commentato i portavoce del governo.
Secondo molti giornali e media polacchi ed europei, la Polonia sta diventando il paese più omofobo d’Europa. Molte città sisono dichiarate “zone libere da Lgbt” e l’Ue ha sospeso alcuni fondi destinati al finanziamento di alcuni progetti comuni.
Lo scorso anno Marek Jedraszewski, arcivescovo di Cracovia, aveva dichiarato che l’omosessualita è una “peste arcobaleno, micidiale per la nazione come fu la peste rossa, il comunismo”.
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