Kigali – Chi non indosserà la mascherina nella maniera corretta o verrà sorpreso a infrangere le regole imposte per l’emergenza Coronavirus in Ruanda dovrà andare a lezione e apprendere i rischi del virus. Da metà luglio sarebbero 70mila le persone che avrebbero violato l’obbligo di mascherina e il coprifuoco alle 21 imposto dal governo.
Jado Fils Nizeyimana, titolare di una ferramenta, ha raccontato all’agenzia Afp: “Ero nel negozio in cui lavoro con la mascherina sul mento. La polizia mi ha visto e mi ha detto: ‘Non indossi bene la mascherina’. Mi hanno fatto salire in macchina e mi hanno detto che mi avrebbero portato in un posto per insegnarmi a indossare la mascherina. Devo indossare la mascherina correttamente anche se nessuno può vedermi. D’ora in poi la indosserò ovunque”.
Già nell’estate del 2018 in Ruanda, in occasione dell’epidemia di ebola, erano state adottate misure obbligatorie simili a quelle per il Covid, come la chiusura delle frontiere con i paesi confinanti a rischio e la misurazione della temperatura.
L’Oms ha definito la struttura sanitaria organizzata per arginare il Coronavirus in Ruanda “ben organizzata e con un obiettivo e uno scopo ben chiari”.
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