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Spazio - La scoperta dell'Istituto nazionale di astrofisica e dell'Agenzia spaziale italiana grazie all'analisi della composizione dei minerali

Cerere, il pianeta nano potrebbe essere stato una grande riserva di acqua salata

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Il pianeta nano Cerere

Il pianeta nano Cerere

Roma – Nonostante la missione della Nasa Dawn si sia conclusa nel 2018, i dati che sono stati raccolti continuano a rivelare nuove preziosissime informazioni.

L’Istituto nazionale di astrofisica e l’Agenzia spaziale italiana, in uno studio pubblicato su Science, hanno utilizzato i dati raccolti dallo spettrometro per studiare nel dettaglio la composizione mineraria del pianeta nano Cerere.

Presso Cerealia Facula, sulla sommità di un cratere, è stato ritrovato del cloruro di sodio idrato, cioè del comune sale circondato da molecole di acqua. Ciò ha fatto ipotizzare che questa, insieme ad altri depositi ritrovati sul pianeta, possa essere la traccia della presenza di una grande quantità di liquido.

Il serbatoio di acqua che era presente, di cui oggi intuiamo solo delle tracce, sarebbe stato, secondo delle stime degli studiosi, largo centinaia di chilometri e profondo circa 40 chilometri.


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10 agosto, 2020

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