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Ferragosto nella Tuscia - Del "miracolo" di Bolsena parla il vicesindaco e imprenditore turistico Andrea Di Sorte: "Un agosto da record"

“Boom di vacanzieri sul lago, il 90% sono italiani, soprattutto lombardi e romani”

di Silvana Cortignani
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Bolsena

Bolsena – Il paese

Viterbo - L'assessore del comune di Bolsena Andrea Di Sorte

Andrea Di Sorte – Vicesindaco e operatore turistico di Bolsena

Bolsena

Bolsena – Il monumento affacciato sulla Cassia

Bolsena - Il lungolago

Bolsena – Il lungolago

Bolsena - Il lungolago

Bolsena – Il viale

Bolsena - Il lungolago

Bolsena – Vacanzieri sul lungolago

Bolsena - Il lago

Bolsena – Sport sul lago

Fase 3 - L'ultimo weekend a Bolsena

Bolsena – La spiaggia

Il lago di Bolsena

Bolsena – La fauna

Bolsena - Ortensie

Bolsena – Le famose ortensie

Bolsena – “Boom di vacanzieri sul lago, il 90% sono italiani, soprattutto lombardi e romani”. Del “miracolo” di Bolsena parla il vicesindaco nonché operatore turistico Andrea Di Sorte: “Un agosto da record”. 

C’è un boom di vacanzieri nella cittadina lacustre che dà il nome all’omonimo lago dove, nonostante il Covid, non solo il weekend di Ferragosto ma l’intero mese si preannuncia da tutto esaurito. A far registrare il pienone sono sia le strutture ricettive che i ristoranti. Fanno eccezione i campeggi, tradizionalmente meta degli stranieri, il cui calo è fuori discussione. Su cento arrivi 90 sono italiani, prevalentemente romani e lombardi. Confermato l’amore dei norvegesi per le coste del lago vulcanico più grande d’Europa.

Archiviate le nuvole minacciose di inizio estate, la stagione sta andando a gonfie vele, come quelle che punteggiano lo specchio d’acqua tra il litorale e le isole Martana e Bisentina. Il resto lo sta facendo il clima. Cielo blu, sole, caldo e panorami mozzafiato sono l’irresistibile ricetta che sta facendo tirare un sospiro di sollievo agli operatori dell’unico centro della Tuscia che con la vicina Civita di Bagnoregio possa vantare una pluridecennale vocazione turistica sul territorio. Oltre alla fortunata collocazione geografica ai confini di tre regioni come Lazio, Umbria e Toscana.

Gli ingredienti ci sono tutti. Il Covid anche, ma in questo momento, pur mantenendo alta la guardia, è la minore delle preoccupazioni, come spiega a Tusciaweb, nella doppia veste di vicesindaco e imprenditore del settore AndreaDi Sorte, 37 anni letteralmente vissuti in prima linea. 

“Devo dire che c’è un grande rispetto nei confronti del virus, la gente indossa regolarmente le mascherine, fa attenzione al distanziamento. Poi c’è la movida, che da un lato ci fa piacere, dall’altro è un po’ più dura da contenere, perché parliamo di ragazzi sotto i 25 anni che tendono ad andare per conto loro, come succede in tutta Italia. In compenso non c’è stato un arresto per droga, disordini, niente, zero. La gente si diverte, sta bene, va in spiaggia tranquilla. Anche grazie all’opera di prevenzione messa in atto dai carabinieri della locale stazione che con pochi uomini fanno un presidio eccezionale, tutto il giorno in giro col lampeggiante acceso”, sottolinea il vicesindaco della cittadina lacustre. 

Andrea Di Sorte, vigilia di Ferragosto e tempo di bilanci. Come sta andando la stagione turistica a Bolsena?
“In questo mese, calcolando dal primo al 30 agosto, stiamo forse vivendo un record di presenze storico, che è un po’ inaspettato rispetto a quando eravamo a maggio. Solitamente a Bolsena abbiamo un 70-30 italiani e stranieri, adesso siamo su 9o-10. Però abbiamo tanti, tanti dalla Lombardia e da Roma”.

Sul lago invece degli stranieri c’è il pienone di romani e lombardi?
“Queste due regioni hanno sovvertito le tendenze post lockdown in maniera anche sorprendente. Ci sono alberghi pieni e le altre strutture al limite. Veramnete da record, soprattutto perché inaspettato nei giorni immediatamente successivi alla riapertura, quando eravamo abbastanza pessimisti. Indubbiamente abbiamo perso mesi importanti. Abbiamo categorie penalizzate come purtroppo i campeggi, che sono le strutture che accoglievano maggiormente gli stranieri. Però agosto farà restare a galla tante aziende, forse tutte”.

Agosto insomma sta portando una boccata d’ossigeno agli operatori turistici locali…
“E’ una cosa positiva perché rispetto ad altri paesi che sono a vocazione turistico-culturale, mi riferisco a città come Roma, Firenze, Orvieto, città dell’entroterra, devo dire che Bolsena è completamente in controtendenza. Me lo spiego col fatto che la gente ha riscoperto le località italiane e quindi, invece di andare a Ibiza e alle Canarie, è ‘costretta’a rimanere in Italia”.

Il Coronavirus ha portato con sé anche un rialzo dei prezzi?
“Ci sono alcuni casi, come la storia dell’ombrellone a 50 euro, ma rappresentano l’eccezione. In generale non si registrano aumenti, nemmeno di un centesimo. I ristoratori e gli albergatori hanno mantenuto i prezzi invariati, nonostante ci siano stati aumenti dei costi per le sanificazioni, i prodotti, la perdita di posti”.

Quanto conta la collocazione geografica al crocevia tra Lazio, Umbria e Toscana?
“E’ chiaro che a due passi abbiamo cinque milioni di abitanti di Roma, molti dei quali sono andarti a guardare su Google che cosa ci fosse da visitare nei dintorni. E Bolsena sono tre anni che porta avanti una campagna di marketing digitale molto importante e che ci dà ottimi piazzamenti sulle ricerche Google, il che aiuta, perché se siamo tra i primi risultati quando si cerca la parola ‘laghi’ o la parola ‘vacanze’ è chiaro che la gente abbia una vetrina diversa”.

Insomma, state raccogliendo i frutti della promozione tramite le nuove tecnologie?
“E’ stata una scelta mirata. Tre anni fa abbiamo deciso di investire i proventi della tassa di soggiorno in questo settore, cosa che di solito non fa quasi nessuno dei comuni perché è una tecnica molto privatistica, perché sono le strutture solitamente che lo fanno. Invece qui il comune ha deciso di farlo in prima persona, piazzando il proprio visitbolsena.it. che è il nostro sito internet, sul mercato. Devo dire che ci aiuta, perché  oggi le scelte passano molto da internet e dagli smartphone”.

Cosa offre in più Bolsena rispetto ad altri luoghi?
“Bolsena offre un duplice vantaggio. Intanto è strategica perché chi dorme qui ha tutto a portata di mano: la Toscana a 25 minuti, l’Umbria a 15 minuti, Civita di Bagnoregio, che con Bolsena è un tutt’uno, a poco più di dieci chilometri”.

Cosa si può comprare sul posto per non tornare a casa a mani vuote?
“Abbiamo tutto, dall’enogastronomia all’artigianato. Ci sono l’olio, i prodotti dell’orto, un mercato settimanale, che il martedì fa il pienone, con la fila sulla Cassia, tanto che stiamo pensando se non sia il caso di trovargli spazi più ampi. Quindi tanto artigianato. Abbiamo i merletti, due falegnami bravissimi, due restauratori. Da un paio di anni, ci sono anche due soffiatori di vetro, due artisti che sono venuti da fuori e hanno aperto un laboratorio sul Corso, dove fanno vetro colorato per le cappelle e le chiese, che spediscono in tutto il mondo”. 

Qual è l’offerta di posti letto?
“Bolsena ha circa seimila posti letto per cui, quando ad esempio una persona di Milano decide di fare una vacanza a Civita perché non sa cosa sia, guarda, cerca come fare per andare a Civita un weekend, dove dorme? Dorme a Bolsena. Quando vengono a Bolsena per godersi il lago, la balneabilità, il bagno all’isola e quant’altro si dicono ‘che faccio in tre giorni di vacanza?’, aprono Google e vedono che a sette minuti c’è Civita di Bagnoregio. C’è una sinergia culturale importante. Noi stiamo mettendo in piedi una serie di iniziative che nell’arco di qualche anno consentano di fare ancora più rete”.

Bolsena e Civita di Bagnoregio sempre più vicine?
“Noi con Bagnoregio abbiamo ormai un’affinità turistica, culturale, sociale e – devo dire – anche amministrativa molto, molto importante. Noi ci vediamo una volta alla settimana per pianificare, per raccordarci, per capire. Chi va a Bolsena na a Civita, chi va a Civita va a Bolsena. Non c’è una persona che dorma a Bolsena che non ha visto Civita e non c’è persona che vada a Civita senza venire a Bolsena”.

Il territorio si presta…
“E’ chiaro che noi abbiamo un territorio bello, c’è il verde, c’è la parte storica, la parte culturale. E soprattutto abbiamo il lago che è balneabile. Da una ventina di giorni è pieno di barche a vela, è una cosa meravigliosa, è veramente bello e anche il tempo ci aiuta”.

E’ vocazione turistica o solo location fortunata?
“Noi da almeno venti anni puntiamo tanto sulla qualità dei servizi. Bolsena è un giardino, non c’è un filo d’erba fuori posto. E questo ce lo dicono nelle mail che ci arrivano dopo i soggiorni, nelle recensioni che ci scrivono sull’ufficio turistico. Bolsena è una città curata , ma non quest’anno, sono venti anni che è curata”.

Chi sono i grandi assenti tra gli stranieri? Dove sono finiti i tedeschi che qui venivano in massa già negli anni Settanta?
“I tedeschi che nel frattempo hanno comprato qui la seconda casa sono venuti tutti. Da 5-6 anni stanno inoltre venendo tantissimi norvegesi, è nato un passaparola che è stato molto utile, anche perché i norvegesi, avendo un tenore di vita molto alto, spendono e hanno una forza economia importante. Ci mancano gli americani e questo penalizza l’Orvietano perché la terra del vino a noi faceva molto comodo. Gli americani amano fare i tour delle cantine e a Orvieto ce ne sono 10-15, gli americani facevano i tour, poi si fermavano a pranzo, dormivano qui”.

Gli italiani riescono a sopperire alla carenza di turismo internazionale?
“Sopperiscono molto i romani, ci stanno tenendo a galla. Poi i tanti del Nord Italia. Una di queste sere a cena mi sono trovato con 7-8 tavoli tutti occupati da lombardi, di Varese, di Milano… “.

Quando diciamo che c’è il pienone, intendiamo solo nel weekend o durante tutta la settimana?
“Adesso tutta la settimana. Abbiamo sofferto i primi venti giorni di luglio, con tantissime presenze ma solo nei fine settimana. Nutrivamo una forte speranza nel mese di agosto e devo dire che stiamo andando oltre le previsioni, nel senso che sta andando bene per tutti, per tutte le categorie. Da chi vende la frutta a chi vende i prodotti tipici. Ci mancano eventi e manifestazioni, noi facevamo ogni estate due notti bianche da ventimila persone l’una. Le rifaremo in futuro”.

Silvana Cortignani


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13 agosto, 2020

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