Roma – Discoteche, stop rinviato ma Emilia-Romagna e Veneto dimezzano la capienza.
La trattativa sulla movida tra governo e regioni è arrivata a un compromesso: per ora nessuna chiusura obbligata, ma regole ferree per mantenere il distanziamento e mascherine obbligatorie.
Veneto ed Emilia Romagna sono le regioni più “virtuose” che hanno accolto con più rigore gli appelli di esperti e di palazzo Chigi. Ieri pomeriggio, infatti, sono stati firmati dei provvedimenti specifici più restrittivi che consentono l’accesso nelle discoteche “a un numero massimo di clienti pari al 50% di quanto stabilito nell’autorizzazione all’esercizio, e in ogni caso dovrà essere garantito almeno 1 metro tra gli utenti e almeno 2 metri tra gli utenti che accedono alla pista da ballo”. Si dovrà “indossare la mascherina sia negli ambienti al chiuso che all’aperto”.
Decisione che ha messo sul piede di guerra tanti gestori che si dicono “stanchi di essere considerati la causa di tutti i mali”.
La preoccupazione però c’è ed arriva anche dal Comitato tecnico scientifico che, nelle scorse settimane, si era detto contrario all’apertura delle discoteche. Convinzione ancor più ferma ora che i contagi sembrano continuare a salire. A rischiare, secondo gli esperti, sono ancora una volta gli studenti. “Se la curva epidemica continuerà a salire, rischiamo di non poter riaprire le scuole”, è l’avvertimento.
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