Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Bassano Romano - La denuncia dell'Associazione Bassano partecipa

“Il parco di palazzo Giustiniani ridotto ad accumulo di rovi e di sterpaglie”

Condividi la notizia:

Bassano Romano - Incuria al parco di palazzo Giustiniani

Bassano Romano – Incuria al parco di palazzo Giustiniani

Bassano Romano - Incuria al parco di palazzo Giustiniani

Bassano Romano – Incuria al parco di palazzo Giustiniani

Bassano Romano - Incuria al parco di palazzo Giustiniani

Bassano Romano – Incuria al parco di palazzo Giustiniani

Bassano Romano - Incuria al parco di palazzo Giustiniani

Bassano Romano – Incuria al parco di palazzo Giustiniani

Bassano Romano – Riceviamo e pubblichiamo – Il parco di palazzo Giustiniani a Bassano Romano ridotto ad un accumulo di rovi e di sterpaglie.

Da principio, fu l’intuizione seicentesca di Vincenzo Giustiniani che volle la realizzazione di questo enorme polmone verde di 23 ettari, nel cuore di Bassano, a ridosso dell’omonimo palazzo, collegato ad esso da un ponte levatoio e da un giardino all’italiana di grande bellezza.

Il parco era disegnato con viali, piazzette, statue e arredi in pietra e ospitava uno splendido patrimonio arboreo, fatto di lecci, castagni, cipressi, abeti, pecci, alberi da frutto.

Negli anni, il parco e la Casina di Caccia (la Rocca, per i bassanesi) hanno seguito le alterne vicende del palazzo, passando da un processo progressivo di abbandono e di spoliazione, favorito anche dalla gestione privata, alle speranze di rilancio, anche in chiave turistica, legate alla presa in carico da parte del ministero dei Beni culturali, all’inizio degli anni duemila, che, dopo decenni di chiusura al pubblico, ha permesso lavori parziali di restauro (sia sul palazzo che sulla Rocca) e ha consentito aperture settimanali e visite guidate, sotto la gestione del Polo museale del Lazio, che hanno permesso di poter ammirare gli splendidi affreschi del Domenichino, dell’Albani, del Tempesta.

E’ in questo contesto, di parziale, lenta, ma costante riappropriazione del bene da parte della collettività (significativa la manifestazione dei Mercatini del ‘600, che ogni anno vi si svolge nel mese di luglio) che appare del tutto incomprensibile quanto avviene, invece, alle spalle del palazzo, nel parco, dove i rovi, le sterpaglie, le ortiche, gli alberi caduti, l’incuria la fanno da padroni, sfigurandovi viali, coprendo quel che resta delle statue, soffocando essenze arboree plurisecolari, ostruendo il passaggio verso la Rocca, sempre più cinta d’assedio dalle erbacce e da una vegetazione fittissima.

Insomma, un luogo, che è stato fiore all’occhiello per l’architettura dei giardini e per generazioni di bassanesi, luogo scelto da attori e registi per film di grande importanza, oggi versa in una condizione di totale degrado ed abbandono.

Una condizione, particolarmente grave, in questa stagione calda, quando gli incendi boschivi sono all’ordine del giorno ed in quella ormai prossima, quando le piogge, sempre più copiose, possono causare frane ed ulteriori smottamenti della cinta muraria.
Il nostro vuole essere un grido di allarme. Un urlo.

Si è fatto un gran parlare dei 9 milioni di euro che il Ministero delle attività culturali avrebbe stanziato per Villa Giustiniani. Ma come si concilia questo stanziamento con lo stato in cui versa attualmente il Parco della Villa Giustiniani e la stessa Rocca?

Come stanno insieme questo cospicuo finanziamento e il fatto che, in questo momento, è la stessa sicurezza del Parco ad essere messa in discussione? Come è possibile che, ad un anno dalla denuncia e dalla diffida del Polo museale del Lazio (ora Direzione regionale dei musei del Lazio) verso il comune di Bassano Romano, per “inquinamento ambientale”, nulla sia stato fatto per impedire che i liquami fognari continuino ad essere sversati in un fosso all’interno della Villa stessa? Come è possibile che, a più di un anno dal crollo di una parte del muro perimetrale della Villa (via della Stazione e Santa Maria dei Monti), nulla sia stato fatto per ripristinare quei tratti di mura?

Ministero per i Beni culturali (per il mezzo della Direzione regionale dei musei del Lazio) e comune di Bassano Romano, ognuno per la sua parte, si diano una mossa per tutelare un patrimonio dal valore inestimabile, che rischia di essere compromesso.

Non è accettabile, per Bassano, per il suo futuro e per la cultura italiana, che quel patrimonio vada in malora per responsabilità di tutti coloro che fanno finta di non sapere e di non vedere.

Associazione Bassano partecipa


Condividi la notizia:
21 agosto, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/